di Lorenzo Quirini

Era il 14 gennaio 2015 quando l’attore e regista Ivano Marescotti calcò il palcoscenico del teatro Manini di Narni per interpretare ‘La Fondazione’, monologo teatrale scritto da Raffaello Baldini e diretto da Valerio Binasco. Uno spettacolo che, a distanza di anni dalla messa in scena e a pochi giorni dalla scomparsa di Marescotti deceduto lo scorso 26 marzo, molti ricordano con piacere in città. E lo ricorda soprattutto chi quella serata la organizzò, come l’allora responsabile culturale del teatro Andreina Santicchia e Bianca Maria Ragni del Teatro Stabile dell’Umbria.

«Elegante e discreto» «Abbiamo fortemente voluto quello spettacolo a Narni – racconta Santicchia –. Marescotti arrivò da solo nel tardo pomeriggio; ricordo ancora la sua figura asciutta ed elegante che suggeriva un carattere distaccato: in realtà fu estremamente cordiale e gradevole con tutto il personale della sala». Un arrivo quasi in punta di piedi, quello di Marescotti al Manini, in contrasto con la padronanza del palco che avrebbe mostrato già durante le prove poco prima dello spettacolo: «Rimase molto colpito dal Manini ed io gli raccontai in breve la storia del teatro – continua Santicchia –, poco dopo abbiamo avuto la fortuna di vederlo prendere confidenza con l’ambiente e fare le prove audio: fu come un piccolo spettacolo solo per pochi intimi, un ricordo che conserverò per sempre». Sensazioni riscontrate anche in platea, visto il calore con cui il pubblico accolse l’esibizione: «Solitamente tra gli spettatori non c’è molto entusiasmo quando si tratta di un monologo teatrale – sorride Santicchia – quella volta però fu eccezionale. Ricordo che gli abbonati erano circa 160 e che la sala era piena». Elegante, ma non asettico: «Qualcuno dal pubblico si è avvicinato per salutarlo, lui fu gentile e molto discreto con tutti».

Lo spettacolo «Fu uno spettacolo molto gradito ed estremamente sentito anche da Marescotti – commenta Bianca Maria Ragni del Tsu –. Lui fu bravissimo, il regista Binasco e la scenografia piena di oggetti e di particolari fecero il resto». Un monologo che lascia il segno, quello scritto da Baldini, in cui Marescotti era ‘l’uomo giusto’ per interpretare un personaggio complesso ma affascinante: un accumulatore seriale, a tratti anche isterico con la missione di mantenere intatta la memoria del passato. «Il Manini si dimostrò il teatro perfetto per l’occasione, grazie al suo ambiente raccolto con un ottimo dialogo tra palco e platea – continua Ragni –. Il testo di Baldini e l’interpretazione di Marescotti resero il tutto toccante e intenso: la grande sensibilità dell’attore sta anche nel saper restituire tutte queste sensazioni». Lascia un grande dispiacere anche nella città dell’Anello la scomparsa di Ivano Marescotti, da molti narnesi ricordato con un sorriso per quello spettacolo ormai nel lontano 2015.

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