di Barbara Maccari
Ha fatto tappa anche a Città di Castello il tour elettorale del leader della Lega Nord, Matteo Salvini. Dopo le contestazioni avvenute da parte di un gruppo di persone a Marsciano, che ha definito «una ventina di disadattati che usano sputi e minacce per esprimersi, speriamo non siano contagiosi», nel tifernate Salvini ha trovato ad accoglierlo soltanto sostenitori.
Arrivo in città Polo d’ordinanza con la scritta «Umbria», passeggiata lungo Corso Vittorio Emanuele, dove ha incontrato i commercianti e stretto le mani ai passanti, la mattinata a Città di Castello del leader della Lega Nord è scorsa via tranquilla, in mezzo alla sua gente che lo ha acclamato con il coro da stadio «Un capitano, c’è solo un capitano».
Elezioni regionali Accolto dal candidato tifernate al Consiglio regionale, Valerio Mancini, e dagli altri sostenitori dell’Alta Valle del Tevere, il leader della Lega ha tenuto un breve dibattito: «La rivoluzione parte dall’Umbria – ha detto Salvini – se Renzi e Boldrini perdessero questa regione ‘rossa’ sarebbe per loro l’avviso di sfratto. Dopo 45 anni la vostra terra merita di essere governata in maniera diversa. Il nostro candidato Claudio Ricci è una persona per bene, un sindaco, l’unico che non ha applicato l’addizionale Irpef ai suoi concittadini».
Programma «L’Umbria è una regione bellissima – ha continuato il leader della Lega – peccato solo che il turismo non sia valorizzato a causa degli inadeguati collegamenti infrastrutturali, di treni ce ne sono pochi e le strade sembrano quelle della Parigi-Dakar. Il nostro programma per le regionali non promette mari e monti, ma cose semplici: prima di tutto la tutela dei cittadini umbri, troppe fabbriche sono state chiuse, manca il lavoro, i ragazzi sono costretti a stare a casa. Maggiore attenzione alla sanità, che nel corso degli anni ha perso molto in termini di qualità, un’immigrazione controllata, perché un conto è accogliere, un altro tenerceli in casa a spacciare, magari nei parchi dove dovrebbero stare mamme e bambini».
Pensioni e prostituzione La chiusura di Salvini sulla riforma delle pensioni Fornero «Abbiamo vinto la prima battaglia ma la guerra è ancora lunga. Renzi deve restituire tutti i soldi ai cittadini e scusarsi» e sulla raccolta di firme per richiedere un referendum ed abrogare la legge Merlin «Intendiamo abrogare una legge superata che non fa altro che alimentare il fenomeno della prostituzione da strada e che impedisce allo Stato di incassare introiti fiscali».

Come si può fare con la Convenzione ONU 1949/51 sulle case chiuse, che l’Italia, a differenza di altri Stati come la Germania e l’Olanda, ha definitivamente ratificato nel 1980 e l’articolo 75 comma secondo della Costituzione Italiana che vieta i referendum abrogativi sui trattati internazionali? In più, la prostituzione in Italia è già tassata, grazie ai dettami dell’articolo 36 comma 34bis della Legge 248/2006, come chiarificato dalla Cassazione con le Sentenze n. 10578/2011 e 18030/2013.