Il presidente della Regione Catiuscia Marini

«Un impegno diretto della Giunta regionale sui temi del contrasto alla violenza contro le donne» è quello assunto, oggi, dalla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, durante la conferenza stampa tenuta in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, a cui ha partecipato anche la presidente del Centro regionale per la pari opportunità (Cpo) della Regione Umbria, Daniela Albanesi.

«Intendiamo svolgere una azione molto decisa per contrastare un fenomeno che si manifesta soprattutto tra le mura domestiche e nei luoghi di lavoro, proprio in quei posti dove le donne dovrebbero avere protezione», ha sottolineato Marini.  La presidente ha quindi annunciato la realizzazione negli ambiti provinciali di due centri a supporto delle donne vittime di violenza, dove possano trovare rifugio insieme ai minori maltrattati.

«Inoltre – ha detto –  c’è l’impegno a dotare l’Umbria di una proposta di legge complessiva sulle politiche di genere, a supporto delle azioni della Regione. Una legge che deve nascere insieme alle altre istituzioni e a tutti quei soggetti,  forze economico sociali, associazioni etc. che, a vario titolo, intervengono sulla materia, proprio per il suo carattere di trasversalità. Questo per rispondere in maniera concreta agli obiettivi che ci siamo dati e a quelli che ci sono stati assegnati dall’Unione europea. Intendiamo quindi agire non solo per combattere la violenza di genere, ma anche per contrastare quegli stereotipi che ingenerano fenomeni di mercificazione  del corpo femminile. In Umbria – ha ricordato  Marini – abbiamo già attivato strumenti e servizi, come il Telefono Donna del Centro Pari Opportunità, che svolgono una attività importantissima a supporto delle donne oggetto di violenza. Abbiamo inoltre maturato esperienze significative nell’ambito del progetto mai più violenze che ha coinvolto, oltre alla Regione, 36 partner tra Comuni, Provincia di Perugia,  Asl, mondo delle cooperative, del volontariato e dell’associazionismo. Il progetto – ha concluso Marini – ha avuto,  tra l’altro, il merito di uniformare la metodologia di indagine e la formazione dei diversi soggetti che a vario titolo si occupano di violenza di genere».

«Ad oggi – ha detto Albanesi illustrando i dati 2010 del Telefono Donna – sono 398 le donne che si sono rivolte al servizio, 290 in provincia di Perugia e 108 a Terni. Numeri importanti, che testimoniano l’emersione del fenomeno dovuta a una propensione più marcata che in passato alla segnalazione e alla denuncia delle violenze. Le donne – ha spiegato Albanesi – hanno maggiore consapevolezza di sé e sanno di avere a disposizione un servizio con personale qualificato che le  aiuta e supporta per tutto il percorso, dall’accoglienza all’uscita dalla violenza. Nel 2010 si sono tenuti oltre 1500 colloqui e 210 consulenze legali. La violenza avviene soprattutto (circa 90%) in ambito familiare – ha  proseguito la presidente Cpo –  ed è rivolta contro donne di ogni fascia sociale e di ogni età. La maggior parte delle utenti è di nazionalità italiana, ma negli ultimi anni sono cresciute le donne straniere soprattutto dell’ex Unione Sovietica, Sud America e Africa. Il Centro regionale per dare risposte sempre più efficaci e tempestive alle utenti ha lavorato in questi anni  per costruire una rete antiviolenza in collaborazione con i servizi territoriali. Sono infatti tantissimi – ha concluso – i Comuni  umbri con i quali abbiamo sottoscritto un apposito protocollo d’intesa».

Tra le iniziative promosse dal Centro regionale in relazione alla Giornata internazionale per eliminare la violenza sulle donne da segnalare una campagna di sensibilizzazione che prevede  l’affissione di 850 manifesti distribuiti in 37 comuni dell’Umbria.

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