di Lucia Caruso
Una sfida quella che lancia la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, in merito alla violenza sulle donne, durante il seminario «Contro la violenza degli uomini sulle donne, per una nuova civiltà di rapporti e di convivenza», a cui hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, della rete dei servizi e dell’associazionismo, delle professioni, della scuola, dell’università, del mondo dell’informazione e delle forze dell’ordine.
Una sfida che parte da un modello culturale e sociale ancor prima di quello di carattere normativo. La strada non sarà di certo breve nè tantomeno semplice, ma la presidente sembra avere le idee chiare sul percorso da intraprendere che dovrà cominciare dalle giovani generazioni e dunque dalla scuola che avrà l’importante compito di aiutare a contrastare il fenomeno attraverso l’azione educativa. Naturalmente insieme a questo occorrerà incrementare la rete di servizi, il welfare e le politiche attive del lavoro e – come chiede l’Europa – l’ urgente individuazione di «interventi per combattere la discriminazione e realizzare un effettiva parità tra uomo e donna».
Modello sperimentale Quello proposto oggi è «un modello sperimentale, per costruire le misure ed i provvedimenti delle politiche di genere dell’Umbria». «Non solo azioni di governo – come ha sottolineato Marini – ma la volontà di realizzare una dimensione culturale che ci possa consentire di costruire un filo simbolico su cui ancorare le diverse politiche. Da qui – ha spiegato – il supporto del comitato scientifico che abbiamo appositamente costituito per mettere in relazione i diversi soggetti istituzionali che possono aiutarci ad attuare concrete azioni sul territorio».
Violenza in Umbria Non poteva mancare un riferimento all’attualità: «Anche negli ultimi 15 giorni – ha infatti ricordato la presidente – in Umbria si sono verificati atti di violenza inaudita sulle donne, alcuni dei quali particolarmente efferati. Ciò testimonia che non si tratta di eventi casuali e minoritari, ma di avvenimenti che rappresentano un dato costante, a testimonianza che anche qui la violenza sempre più accompagna le donne nella loro dimensione quotidiana di vita, con l’emergere prepotente di conflitti e di episodi di violenza fra i generi che coinvolgono in modo crescente le giovani generazioni».
L’obiettivo «La strada che abbiamo deciso di percorrere, come Giunta regionale, per combattere il fenomeno della violenza sulle donne è dunque quella di mettere insieme le dimensioni culturale e sociale del problema, avvalendoci dei contributi provenienti dai diversi soggetti coinvolti, a cui fanno capo diversi livelli i responsabilità. La meta – ha concluso la presidente – è dotare l’Umbria di provvedimenti realmente efficaci per contrastare la violenza sulle donne e per migliorare la rete dei servizi, così da costruire una piena cittadinanza di genere».

