di Fabio Toni
Fumata nera dall’incontro fra l’assessore regionale Silvano Rometti e il direttore della divisione passeggeri di Trenitalia, Gianfranco Battisti: la spa del trasporto su rotaia non ha accolto le richieste avanzate dai comitati dei pendolari e sostenute dalla Regione. Si prevedono tempi duri per chi deve recarsi ogni giorno a Roma per lavorare o studiare.
La lettera A darne notizia ai pendolari è lo stesso Rometti, che ha scritto ai Comitati ed al Coordinamento dei pendolari umbri. Nell’incontro sono state affrontate le problematiche relative ai treni a lunga percorrenza che interessano l’Umbria anche alla luce dell’entrata in vigore, dal prossimo 11 dicembre, del nuovo orario ferroviario. «Si tratta – ha spiegato Rometti – di quei treni che non rientrano nel contratto di servizio della Regione Umbria, ma sono direttamente gestiti dal Ministero dei trasporti con Trenitalia Passeggeri nell’ambito dei Servizi universali».
I dettagli Nella lettera Rometti informa i pendolari umbri che gli eurostar 9321, 9336 (che collegano Perugia e Roma) e 9331, 9324, 9323 e 9330 (che collegano Ancona e Roma) verranno classificati come intercity, una scelta che comunque – sostiene l’assessore – non penalizzerà il servizio perché saranno mantenuti gli stessi tempi di percorrenza, lo stesso materiale rotabile e le stesse fermate, a cui anzi si aggiungeranno quelle di Fossato di Vico e Spoleto. Viene inoltre confermata la coppia di eurostar 9325 e 9332 (Ancona-Roma), mentre saranno soppressi gli eurostar 9334 (con partenza da Roma alle 19.32 e arrivo ad Ancona alle 22.50) e 9327 (partenza da Ancona alle 11.13 e arrivo a Roma alle 14.28) in quanto esclusi, insieme ad alcuni Es di altre Regioni, dal Contratto di servizio tra Trenitalia e Ministero dei trasporti per la programmazione dei servizi universali. «Ciò – spiega Rometti – a causa dei tagli operati dal governo nazionale in materia di trasporto pubblico. Tagli che hanno portato Trenitalia Passeggeri a modificare i propri servizi seguendo regole meramente commerciali, quando non è stato possibile coprirne i costi con finanziamenti ministeriali. La Regione Umbria – conclude Rometti – è fermamente impegnata a ricercare possibili proposte migliorative per la fascia oraria compresa tra le 18.45 e 20.45, da valutare e da concordare preventivamente nel corso di appositi incontri con gli stessi pendolari».
Pendolari penalizzati Secondo il comitato che raccoglie i pendolari ternani, Trenitalia starebbe preparando il terreno per l’alta velocità, a scapito delle linee che vengono utilizzate dalle centinaia di persone che ogni giorno raggiungono Roma. Il declassamento degli “eurostar” ad “intercity” andrebbe letto in quest’ottica: ovvero maggiori possibilità che in futuro i treni intercity vadano a finire su linee più ‘lente’, come quella regionale che collega Fiumicino con l’Alto Lazio e quindi Terni. Il rischio è di metterci oltre mezz’ora in più per tornare a casa.
Eurostar soppressi Due le soppressioni confermate: quelle degli eurostar 9327 e 9334. «Continuano a diminuire i treni nelle fasce orarie più utilizzate dai pendolari – affermano dal comitato -. Chi lavora a Roma, incontra sempre più difficoltà». Un’altra azione coerente con il ‘disegno’ di Trenitalia, è quella di anticipare tutti gli orari di partenza dei treni regionali da Roma. Su quest’ultimo aspetto è comunque emerso uno spiraglio di trattativa. «Ci troviamo schiacciati in mezzo al tentativo di Trenitalia volto a cercare spazi per l’alta velocità. La direttrici che da Roma portano ad Ancona e Perugia sono importanti e non possono essere messe così drasticamente in secondo piano», spiegano i pendolari.
Coinvolgere Toscana e Marche I comitati apprezzano gli interventi di alcuni amministratori locali con deleghe ai trasporti, come l’assessore regionale Silvano Rometti e quello provinciale di Terni Domenico Rosati. Vorrebbero però maggiore impegno da parte di chi guida le istituzioni e che dovrebbe spendersi in prima persona. «La partita – sostengono i pendolari – dovrebbe giocarsi su un terreno più ampio, coinvolgendo anche regioni come le Marche e la Toscana. Altrimenti è dura».

