di Fabio Toni
«Cancellano i treni dicendo che ci sono pochi passeggeri ma tutto ciò a noi non risulta. Vogliamo vedere i numeri ufficiali perché a pagare sono sempre i pendolari». Il comitato che raccoglie i viaggiatori quotidiani non cede alle scelte di Trenitalia e replica su tutta la linea.
Vedere i dati Il Gruppo FS ha soppresso la coppia di eurostar Ancona – Roma – Ancona a causa della scarsa frequentazione dei treni. «Non ci risulta affatto una scarsa affluenza per il soppresso eurostar 9334 Roma Ancona delle 19.32. I conti in deficit – attaccano i pendolari – sono frutto di scelte politiche ed economiche sbagliate». Per questo il comitato chiede di conoscere i dati ufficiali delle frequentazioni, «compresa la discesa e salita dei passeggeri nelle singole stazioni della tratta umbra, i periodi temporali a cui si riferiscono i rilevamenti e se quest’ultimi sono relativi a tutti i passeggeri o solamente a quelli in possesso di un biglietto per servizi eurostar».
Orari nel mirino Il comitato denuncia anche «la continua rimodulazione degli orari dei treni regionali» e in particolare la «scientifica anticipazione delle partenze da Roma nella fascia oraria 17 – 20». Vengono citati gli esempi del treno regionale per Foligno, anticipato dalle 17.02 alle 16.48, e del regionale per Perugia spostato dalle 17.43 alle 17.35, con quest’ultimo che in pochi anni è stato anticipato di ben 45 minuti. Il comitato dei pendolari parla di «decisioni prese per favorire i treni ad alta velocità, servizi ‘a mercato’ totalmente a carico di Ferrovie dello Stato Italiane Spa». Una scelta che finirebbe per penalizzare i convogli in cui viaggiano i pendolari.
Direttissima addio? Il gruppo ferrovie dello Stato ha ribadito come i treni da e per l’Umbria transitino sulla linea «direttissima». In tutte le decisioni assunte, però, i pendolari leggono la volontà di FS di «liberare» linee per l’alta velocità, con il rischio i vagoni che li riportano dal lavoro a casa, finiscano su lentissime linee regionali. Come la Orte – Roma che attraversa la sabina romana e la valle del Tevere. L’effetto panoramico è garantito, ma i pendolari ne farebbero volentieri a meno, pur di tornare a casa prima.

