di Chia.Fa.
«La struttura della faglia tra Spoleto e Campello si fa sentire normalmente ogni due o tre anni, anche se la sua attività è generalmente d’intensità più contenuta rispetto al terremoto di magnitudo 4,1 del 2 gennaio. Riteniamo che la scossa di stanotte sia l’evento principale di un’evoluzione che registriamo da circa un mese e una settimana».
Osservatorio Bina: «Da escludere scosse più consistenti» Così a Umbria24 padre Martino Siciliani, direttore dell’Osservatorio sismico Andrea Bina di Perugia: «La faglia non è di per sé correlabile alla grande struttura sismica che si è attivata nei mesi scorsi, ma è una struttura a sé stante che però dagli eventi di Norcia e Amatrice ha avuto un forma di sollecitazione, che chiamiamo risentimento. Stamattina abbiamo fatto una ricerca e verificato che anche in passato non ci sono stati terremoti violenti per questo riteniamo che siano quasi da escludere scosse più consistenti». E poi: «Chiaramente ci saranno altri piccoli eventi, ma è probabile che quello di magnitudo 4,1 sia il principale della serie e a cui peraltro sono seguite scosse molto lievi, alcune delle quali neanche percepite dalla popolazione». Ai microfoni del Tgr, il geologo Michele Arcaleni ha anche spiegato: «Se paragoniamo il terremoto di stanotte tra Campello e Spoleto a quello del 30 ottobre di Norcia – ha detto l’esperto – possiamo dire che l’energia in gioco è almeno mille volte più bassa, per cui assolutamente non confrontabile».
Ingv: «Nei secoli scorsi due terremoti 5,4» Sul terremoto del 2 gennaio tra Spoleto e Campello ha pubblicato una breve scheda tecnica anche l’Istituto di geofisica e vulcanologia, che aggiorna a dodici il numero delle repliche tutte di lieve entità seguite a quella principale di magnitudo 4,1. Anche qui si spiega: « L’evento sismico è avvenuto in una zona prossima a quella della sequenza iniziata il 24 agosto nel Centro Italia ma su una struttura diversa, spostata circa 30 km a ovest. La zona è caratterizzata da una pericolosità sismica elevata e il terremoto è stato avvertito bene in tutta l’area, come si deduce dalle mappe di scuotimento (foto) prodotte con i dati delle reti sismiche e accelerometriche. In epoca storica l’area in questione è stata colpita da terremoti di magnitudo intorno a 5.5. Si ricordano in particolare il terremoto del giugno 1767 e del settembre 1878 entrambi di magnitudo stimata 5.4 ed avvenuti in prossimità dell’epicentro odierno. Più recentemente, ricordiamo il terremoto di Massa Martana di magnitudo 4.6, con epicentro circa 15 km più a ovest, avvenuto nel maggio 1997».
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