La basilica di San Benedetto crollata (foto F.Troccoli)

di Ivano Porfiri e Chiara Fabrizi

«La Commissione dell’Unione europea è giusto che si faccia carico della ricostruzione della bellissima cattedrale di Norcia». Raccoglie l’appello lanciato dopo il 30 ottobre dalle massime autorità del Paese, ma anche della Regione, il presidente della stessa Commissione, Jean-Claude Juncker, che intervenendo da Bolzano ha sicuramente fatto riferimento alla basilica di San Benedetto, patrono d’Europa.

Renzi: «Apprezziamo» E sabato mattina il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che proprio da Preci a margine della messa di Ognissanti aveva evocato il parallelismo tra il padre del monachesimo occidentale e l’Europa, ha affermato: «Juncker ha detto che l’Europa metterà a posto la cattedrale di Norcia, un gesto bello, che apprezziamo. Quella cattedrale è dedicata a San Benedetto, il patrono d’Europa. Quindi evviva, è una operazione che abbiamo voluto e in qualche modo costruito» A Bruxelles per la chiesa distrutta dal terremoto di magnitudo 6,5 si era rivolta, anche la presidente Catiuscia Marini: «Alla commissione europea non chiedo soltanto di ripensare un pezzo di programmazione regionale come il Fse e il Psr (fondo sociale e programma sviluppo rurale, ndr), riconoscendo anche quelle risorse aggiuntive chieste dal governo, ma chiedo anche di adottare la basilica di San Benedetto patrono d’Europa e padre del monachesimo che dall’Italia ha segnato la storia dell’Europa».

Juncker a Bolzano Oltre a Renzi e alla Marini, seppur in maniera meno diretta, anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il cardinale Angelo Bagnasco nelle visite di Norcia hanno rimarcato il punto. E la reazione dell’Europa è arrivata da Bolzano, dove Juncker si trovava venerdì in visita: «La Commissione – ha detto – è giusto che si faccia carico della ricostruzione della bellissima cattedrale di Norcia». Dopodiché ha parlato della ricostruzione come di un «atto dovuto di fronte ai danni che ha provocato il terremoto in Italia, distruggendo tanti beni culturali. Si tratta – ha aggiunto – di una questione europea e l’Europa prenda in mano i soldi e dia una mano». E poi: «Quello di aiutare gli amici italiani ad affrontare le conseguenze del terremoto – ha inoltre affermato Juncker – è scontato che sia un compito europeo».

Vescovo: «Viva gratudine» Immediata la reazione del vescovo di Spoleto-Norcia, monsignor Renato Boccardo: «Apprendiamo con piacere e viva gratitudine il proposito manifestato da Juncker di coinvolgere l’Europa in un intervento corale a sostegno della ricostruzione della Basilica di San Benedetto a Norcia. Il messaggio del patriarca dei monaci d’Occidente può ispirare ancora i popoli europei nel cammino della promozione dell’uomo e del suo vero bene nella verità, nella libertà, nella giustizia e nella solidarietà. La basilica di Norcia, diventata icona dei danni umani e materiali provocati dall’ultimo terremoto del 30 ottobre, richiami a tutti i valori fondamentali sui quali si deve edificare il presente e il futuro del continente europeo». A far eco è padre Benedetto, vicepriore dei monaci di Norcia: «Le dichiarazioni del presidente Juncker sono un grande riconoscimento al ruolo che San Benedetto ha avuto nella costruzione dell’Europa e credo che sia anche un grande atto di amore voler ricostruire la basilica, la casa del patrono d’Europa che tiene unito il vecchio Continente nei valori della cultura e del cristianesimo».

La Marini «A quasi 60 anni dalla firma dei Trattati di Roma – ha detto la presidente Marini riferendosi alle parole di Juncker – rinnovano quel patto di fiducia e solidarietà tra i cittadini, gli stati e il progetto Europeo. Oggi è un giorno molto importante – ha aggiunto – perchè l’Europa ha mostrato il suo volto pragmatico e concreto”. Da Norcia il sindaco Nicola Alemanno commenta: «E’ una dichiarazione che attendevamo con un certo patema, al di là del riconoscimento al simbolo, al monumento che la Basilica esprime, voglio sperare che le parole del presidente Juncker aprano una riflessione più profonda sulla figura e sul pensiero non del santo, ma di Benedetto da Norcia un uomo che assieme ai suoi monaci è un punto fermo per tutti i popoli del continente e che le sue regole di cultura, pace e civilizzazione possano cosi’ trovare un nuovo vigore, soprattutto oggi che siamo in tempo di Brexit. Regole che dovranno tornare ad essere centrali nella carta costituzionale europea”.

Soprintendente speciale: «La ricostruiamo in cinque anni» E venerdì mattina a parlare per la prima volta dalle colonne del quotidiano Il Messaggero è stato anche il soprintendente speciale Paolo Iannelli, nonimato con decreto nelle ultime ore dal ministro Dario Franceschini. In particolare l’ingegnere 52enne originario di Catanzaro e operativo fin dalle ore seguite al primo sisma del 24 agosto ha fissato in cinque anni i tempi per la ricostruzione della Basilica, ossia la durata del suo incarico: «Nella pianificazione degli interventi di ricostruzione – ha detto – San Benedetto e tutti i monumenti pù significativi e aggregativi che hanno un valore forte sul territorio avranno una strada privilegiata. E i tempi saranno accettabili. Mi sento di dire che i siti di più alto significato avranno una tempestica il più possibile accelerata, compatibilmente con la qualità del lavoro». E poi: «La ricostruzione di Assisi post sisma ’97 rimane un modello creato dal Mibact che anzi ha intenzione di perfezionarlo e migliorarlo»

Verini: «Europa dia seguito a queste parole»  Tra i primi a intervenire anche il parlamentare umbro Water Verini: «Le parole di Juncker sono importanti perché rappresentano un fatto concreto di grande valore simbolico, riguardando un bene culturale che è patrimonio dell’umanità, quindi non solo di Norcia e dell’Umbria, intitolato a San Benedetto, patrono d’Europa. Significative sono anche le dichiarazioni sulla naturale necessità che l’ Ue sia concretamente vicina all’Italia nella ricostruzione delle zone colpite dal terremoto. L’augurio è che l’Europa dia seguito davvero a queste parole, ma anche riconoscendo quanto chiesto dal governo e dal nostro Paese, evitando di far prevalere logiche meramente ragionieristiche, di dare spazio a egoismi e nazionalismi e facendosi carico di questioni – migranti e terremoto – che richiedono uno sforzo comune. E sarebbe importante dare seguito anche a quell’auspicio espresso l’altra sera in tv da Walter Veltroni: Jean Claude Juncker, presidente della Commissione europea, venga a visitare le zone terremotate».

@irvine76 e @chilodice

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