Quantcast
sabato 29 gennaio - Aggiornato alle 09:13

Terremoto, Marini: «Ricostruzione aziende in tempi rapidi è prioritaria. L’Europa salvi San Benedetto»

La presidente fa il punto a dieci giorni dal sisma: ‘Senza lavoro non c’è vita, Regione alleata dei cittadini per difendere patto con montagna’. Più scuole prefabbricate a Norcia e Cascia

Catiuscia Marini (foto Fabrizi)

di Chiara Fabrizi

«La Regione è alleata coi cittadini di Norcia, Cascia e Preci ed è impegnata a dare risposte per difendere  quel patto profondo che lega la gente di questa terra alla sua montagna. Per questo nel decreto del governo chiediamo uno sforzo mirato a semplificare la ricostruzione del tessuto economico e produttivo della zona ben consapevoli di come l’economia sana e robusta della Valnerina sia fondamentale per garantirne la vita». Affianco alla delicata gestione delle soluzioni abitative per gli sfollati, prima container poi casette, va definito rapidamente il futuro del comparto artigianale, agricolo, produttivo, commerciale e dei servizi di Norcia sventrato soprattutto dal sisma del 30 ottobre che non ha piegato definitivamente solo le stalle, ma ha sfoderato interi capannoni e compromesso le strutture ricettive.

Coldiretti: «A rischio 50 mila ettari»

Reportage da Castelluccio: VIDEOFOTO
Primo giorno di scuola per i nursini al Trasimeno

FOTO: LE FRANE LUNGO LA STRADA PER CASTELLUCCIO
Opera d’arte sparita
TUTTO SUL TERREMOTO

«Corsia preferenziale per aziende» A fissare gli impegni per questa terra costellata di salumifici, caseifici e grandi alberghi è direttamente la presidente Catiuscia Marini a margine dell’incontro di martedì mattina coi consiglieri regionali al Centro di protezione civile di Foligno: «Il terremoto di magnitudo 6,5 ha cambiato l’ordine delle priorità tra cui oggi rientra, oltre l’accoglienza e l’assistenza alle popolazioni, la ripartenza economica e produttiva. Il nuovo decreto del governo deve assicurare alle imprese un canale diretto per tutte le pratiche, dalla rimozione delle macerie alla ricostruzione delle sedi aziendali. Dobbiamo attivare uno sportello dedicato, snellire e quindi accelerare le procedure – dice la Marini – come ci chiedono gli imprenditori che sono il perno della vita di questo territorio». L’obiettivo è ovviamente evitare la delocalizzazione e spogliare di energie e redditi la montagna di Norcia e Cascia, oltreché la vallata di Preci: «Intanto dall’entrata in vigore del decreto – ribadisce – chi ha danni lievi agli stabili produttivi può subito intervenire, per chi necessita di ricostruzione di medio e lungo periodo faremo del tutto per tagliare i tempi e semplificare». Anche per questo mercoledì era atteso in Umbria il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, che causa del Consiglio dei ministri programmato per la mattina non parteciperà all’incontro in programma alle 10 a Foligno coi rappresentanti delle organizzazioni delle imprese, delle organizzazioni sindacali ed i sindaci dei Comuni dell’area interna Valnerina proprio per discutere delle problematiche delle imprese, delle attività produttive e del lavoro dopo il terremoto.

Nuove scuole prefabbricate a Norcia e Cascia L’altra emergenza è rappresentata dalle scuole. L’obiettivo, come già emerso lunedì, è di far rientrare in classe gli studenti di Norcia, Cascia, Preci e Monteleone il 14 novembre, quando nella città di San Benedetto sarà pronta la struttura modulare che inizialmente ospiterà con doppi turni di lezione elementari, medie e superiori: «Con l’Ufficio scolastico regionale abbiamo definito il percorso che prevede un altro modulo prefabbricato da 16 classi nella città di San Benedetto e uno per Cascia, mentre Preci e Monteleone risolvono senza prefabbricati». Sui tempi di realizzazione la presidente non si sbilancia ma a Norcia sono serviti 35 giorni di lavoro frenetico.

«Comitato tecnico scientifico per ricostruire e innovare l’edilizia» Col governo la presidente Marini si è lanciata in pressing anche per richiedere l’inserimento di Spoleto nel cratere del nuovo decreto: «Ho scritto una lettera al commissario Vasco Errani che sarà oggetto di valutazione tecnica  ma ritengo – conferma direttamente – che il numero degli stabili inagibili, l’istituzione di zone rosse e la prossimità alla zona sismica siano elementi da tenere in grande considerazione su Spoleto». Abbozzato anche un percorso di ricostruzione: «Dobbiamo fare in fretta ma anche studiare  – dice – per questo la nostra intenzione è mobilitare la comunità tecnica e scientifica per la ricostruzione di Cascia, Norcia e Preci. Abbiamo l’esigenza – evidenzia – di innovare e integrare i nostri modelli aprendo a tipologie edilizie differenti da quelle tradizionali. Se col sisma dell 1997 l’Umbria ha introdotto il miglioramento sismico degli stabili assicurando maggiore resistenza, venti anni dopo sempre noi siamo chiamati a valutare nuove esperienze costruttive e lo dobbiamo fare coi tecnici perché sono loro a doverci indicare la strada per per permettere alla nostra gente di convivere col terremoto».

«Per i beni culturali non basta più la conservazione» La Marini nel tracciare «il nuovo modello Umbria» guarda anche al patrimonio culturale distrutto dai terremoti del 26 e 30 ottobre: «Il Mibact e la Soprintendenza, così come Regione e Comuni – dice – sono interessati a definire un percorso che punti alla difesa delle chiese e degli edifici storici perché – va avanti – la conservazione dei beni culturali non ci basta più». Poi dal quartier generale della prociv umbra la governatrice lancia un appello a Bruxelles per il simbolo del sisma di magnitudo 6,5, così come fatto dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi: «Alla commissione europea non chiedo soltanto di ripensare un pezzo di programmazione regionale come il Fse e il Psr (fondo sociale e programma sviluppo rurale, ndr), riconoscendo anche quelle risorse aggiuntive chieste dal governo, ma chiedo anche di adottare la basilica di San Benedetto patrono d’Europa e padre del monachesimo che dall’Italia ha segnato la storia dell’Europa».

Erogato mezzo milione per autonoma sistemazione Sul fronte dell’accoglienza che dal 30 ottobre si sta garantendo a circa 5 mila sfollati la presidente Marini: «I Comuni con la protezione civile stanno lavorando all’individuazione dei campi container che sono collettivi perché – spiega – così sono stati migliorati dopo l’esperienza del sisma del ’97» quando il vento della montagna folignate non faticava granché a ribaltarli e l’umidità bagnava i vestiti negli armadi: «Due mesi per la consegna dei container è la scadenza che viene indicata dalla prociv, mentre le casette saranno pronte in estate. Sappiamo che il montaggio dei moduli prefabbricati è rapido ma prima di arrivare a collocarli vanno individuate le aree, diverse per i container e per le casette, oggi – dice – sapremo se sarà l’Esercito a realizzare le opere di urbanizzazione». Lunedì tecnici militari hanno partecipato ai primi sopralluoghi in base ai quali si sta ragionando sulla realizzazione di otto o nove campi a Norcia e tre o quattro a Cascia, mentre non saranno necessari a Preci: «Il lavoro della protezione civile è quello di assistere le persone non di costringerle e fin dall’inizio dell’emergenza – dice sollecitata sul servizio delle Iene – un nursino che vuole trasferirsi nelle casette di Foligno, Sellano e Nocera può farlo».Infine sono stati erogate le prime risorse per l’autonoma sistemazione: «In considerazione dell’urgente necessità di erogare i contributi ai nuclei familiari la cui abitazione principale sia stata distrutta in tutto o in parte o sia stata sgomberata dopo il terremoto, la Regione ha anticipato la liquidazione di oltre 515 mila euro a 16 Comuni umbri. Le risorse, a valere sugli stanziamenti da parte del governo in conseguenza dello stato di emergenza a seguito degli eccezionali eventi sismici, coprono il fabbisogno stimato dalle amministrazioni comunali fino alla data del 31 ottobre, tenendo conto anche delle necessità dei Comuni di Norcia, Cascia, Monteleone di Spoleto e Preci che, a causa dell’inagibilità delle sedi comunali, non hanno potuto formalizzare la richiesta dei contributi. La parte più cospicua delle risorse, 392 mila euro, è destinata per soddisfare le 351 domande di contributo per l’autonoma sistemazione finora pervenute al Comune di Norcia».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.