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giovedì 19 maggio - Aggiornato alle 07:36

Terremoto, Renzi a Preci: «San Benedetto oggi è simbolo d’Europa. Ce la faremo ma sarà lunga»

Il premier a sorpresa con la moglie Agnese per la messa: «Qui per condividere, non per promettere miracoli. Priorità è ricostruzione psicologica, per case e chiese velocizzeremo le procedure». Tre scosse ravvicinate con epicentro Norcia. Mattarella atteso in Umbria

All'alba Norcia si risveglia così (foto F.Troccoli)

di Chiara Fabrizi, Marta Rosati e Ivano Porfiri

«Oggi l’Europa è San Benedetto». Usa questa immagine, il premier Matteo Renzi, arrivato a sorpresa a Preci per assistere alla messa celebrata dal vescovo Boccardo, insieme a don Luciano Avenati, parroco di Sant’Eutizio e padre Giacomo che vive nella vallata. Una visita privata, insieme alla moglie Agnese «per condividere, facendo come farebbe ogni italiano, cioè abbracciando i propri connazionali di queste zone colpite». Secondo fonti del Quirinale, anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, attualmente in Israele, si recherà nelle zone terremotate di Umbria e Marche nella giornata di mercoledì. Intanto intorno alle 19 la terra ha tremato tre volte nel giro di pochi minuti con magnitudo 3,3, 3,5 e 3,8 con epicentro localizzato a una manciata di chilometri dal centro di Norcia.

RENZI: «CE LA FAREMO MA SARA’ LUNGA»
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L’incontro con gli sfollati Il presidente del Consiglio è atterrato alle 15, accolto dal sindaco Pietro Bellini, dalla presidente umbra Catiuscia Marini e dal vice Fabio Paparelli. Dapprima ha parlato con un’anziana e un bimbo: alla donna ha domandato se aveva avuto paura e se la sua casa aveva subito danni ora e nel sisma del ’97; al bimbo ha invece chiesto il suo nome e quello del suo cane: «Pippo – la risposta – e quando sente i terremoti scappa». «Di cosa avete bisogno?», si è informato Renzi. «Di tutto e niente», la laconica risposta. Quindi, il premier si è spostato nel piazzale di fronte alla chiesa della Madonna della Peschiera transennata, dove ha parlato con i circa 150 sfollati presenti.

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Messa e alla Caritas Renzi si è seduto in prima fila per la messa, cui hanno assistito anche il commissario straordinario Vasco Errani e il capo della protezione civile nazionale Fabrizio Curcio. Dopo la messa, alle 16 circa, il premier è entrato nel Centro Caritas, che accoglie 80 sfollati: anche qui ha parlato con la gente e ringraziato i vigili del fuoco. Lontano dalle telecamere, il presidente avrebbe incoraggiato soprattutto gli anziani assistiti «tra cui – ha detto dopo lo stesso Renzi – un uomo di 93 anni». A tutti avrebbe più volte detto, se avete bisogno di qualsiasi cosa chiedete alla protezione civile, sono qui per voi e quindi a vostra totale disposizione. Al suo fianco la moglie Agnese che in solitaria, tanto prima della messa quanto al Centro Caritas, ha a lungo parlato con gruppi du sfollati.

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Miracolo niente morti «Vorrei che non sfuggisse a nessuno l’entità del sisma – ha sottolineato Renzi parlando con la stampa – siamo sollevati ma è un mezzo miracolo che non ci siano morti: in Irpinia un sisma di questa entità face migliaia di morti. Meno male che siamo in una realtà ricostruita in un certo modo, se fosse successo altrove conteremmo i morti».

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«Ricostruiremo ma sarà lunga» A chi gli chiedeva della ricostruzione, il premier ha risposto che «faremo le cose per bene e con le procedure per la velocizzazione delle regole, ma ci vorrà comunque molto tempo. Oggi la priorità è la ricostruzione psicologica delle persone coinvolte, tutta Italia deve stare vicina a questa parte delPaese. Poi un pezzo alla volta dobbiamo ricostruire le case, le chiese. San Benedetto di Norcia oggi non è solo il patrono del’Europa, ma ne è il simbolo. E l’Europa va ricostruita esattamente come va ricostruita quella chiesa e la ricostruiremo». E qui il premier accenna indirettamente alla richiesta alla Ue di sostenere l’Italia per questa fase emergenziale. «Ci vuole tempo – ha ammonito poi – non possiamo promettere miracoli, chi lo fa alimenta false aspettative. Non dico che sarà facile, sarà lunga. Ci vuole tanta energia, decisione, ma c’è la consapevolezza che non è facile».

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No alle deportazioni Sulla situazione delle persone terremotate. «Loro chiedono di restare qua – ha confermato Renzi – nessuno immagina una deportazione, abbiamo messo a disposizione gli alberghi. Ci sono tante preoccupazioni, come quello che succede alla casa, e noi abbiamo destinato più forze dell’ordine. Vogliono una situazione ponte in attesa delle casette, per le quali ci vogliono 6-7 mesi. Dobbiamo studiare moduli adatti, tra giovedì e venerdì arriverà il decreto, stiamo agendo insieme ai presidenti delle Regioni e ai sindaci per le soluzioni migliori».

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Sostegno ad agricoltori Infine, il presidente del Consiglio ha accennato anche ai problemi di chi ha attività economiche, in primis gli agricoltori e gli allevatori: «Noi li sosteniamo in questa fase con aiuti e creando strutture per farli restare qui. Poi dobbiamo creare un marchio per uscire da questa gestione valorizzando il territorio. Un pezzo alla volta, tutti insieme, faremo tutto, non scordiamoci che noi siamo l’Italia», ha concluso.

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