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Catiuscia Marini e Pietro Bellini

di Chiara Fabrizi e Marta Rosati

Mentre una nuova scossa di magnitudo 4.8 martedì mattina alle 8.56 ha causato paura e nuovi crolli a Norcia, ma anche a Ussita e Visso, si cerca di fare il punto sulla situazione di sfollati, persone che hanno scelto la soluzione degli alberghi (circa 1.200) e tende, arrivate sia a Norcia (nove in tutto in grado di accogliere circa 400 persone) che a Cascia. Sullo sfondo il piano del governo, licenziato durante il consiglio dei ministri di domenica, e una situazione generale che viene definita dai vertici istituzionali «decisamente critica» in una regione, l’Umbria, dove attualmente gli assistiti sono 3.363, ai quali però vanno aggiunti coloro che stanno ancora facendo ricorso a mezzi di fortuna come le auto.

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Marini: «Oltre mille negli alberghi» A fare il quadro a due giorni dalla scossa di magnitudo 6.5 è la presidente Catiuscia Marini in una conferenza stampa al centro Caritas di Preci. «A poco più di 48 ore dal sisma – ha detto – 900 nursini e 150 cittadini di Cascia sono negli alberghi. Insistiamo per usare gli alberghi, giudico importante e inevitabile farlo con il passare delle ore e di fronte alle condizioni climatiche. Ci sono famiglie intere o donne con bimbi e anziani. Eroghiamo 2.700 pasti nelle cucine di Norcia. Una cucina da campo si sta allestendo ad Avendita (Cascia)». Cucine da campo che in tutto in Umbria sono quattro: oltre quella di Cascia ce ne sono due a Norcia e una a Preci. In tutto poi sono 700 le persone accompagnate nella zona del Trasimeno e del Perugino, mentre sono state individuate nuove zone per l’ospitalità anche nell’Orvietano e nel Ternano.

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Preci E a proposito di una delle realtà più colpite dal sisma di domenica, Preci, la presidente ha detto che «tra centri accoglienza e bungalow accoglie tutta la sua popolazione. Le tende le inseriamo in parallelo agli alberghi per farci carico di chi resta su territorio per vari motivi. Da ieri poi è iniziato il montaggio delle tende collettive alternative per chi sta in macchina». Presente anche il sindaco di Preci, Pietro Bellini, il quale ha puntualizzato che a Preci sono 450 gli sfollati: «Qualcuno – ha detto – ci può dire che non abbiamo pensato a strutture collettive. Qui lo abbiamo fatto nella una struttura di un’impresa che sta accogliendo 38 persone e fa pasti. Tutto quello che ci diciamo oggi ha senso ma prima delle tre scosse ci chiedevano di smantellare prefabbricati, perché erano impattanti». La presidente ha puntualizzato poi che «ci sono un piano per Norcia e uno per Cascia: 12-15 tende a Norcia, 2-4 a Cascia», mentre a Foligno c’è il treno da 420 posti letto messo a disposizione da Trenitalia.

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Letti e sanità In tutto sono 1.800 i posti letto richiesti per 30 comuni, mentre quelli consegnati sono circa 1.400. Da mercoledì poi partiranno i sopralluoghi per individuare le aree che dovranno ospitare i container che arriveranno, secondo quanto promesso dal premier Matteo Renzi, entro Natale. La situazione è stabile anche sul fronte sanitario: 17 in tutto i feriti di cui 5 in codice giallo e i restanti in codice bianco o verde; due i cosiddetti Pma, ovvero il Posto medico avanzato collocati a Norcia e Cascia, mentre sono stati richiesti moduli per servizi sanitari territoriali e diagnostici per quanto riguarda Norcia. «Ora – spiega su questo fronte l’assessore Barberini – va programmata l’attività sanitaria ordinaria relativamente alla presa in carico dei pazienti e la piena operatività delle altre funzioni territoriali, anche in considerazione – ha concluso – dell’avvio del piano di vaccinazione infantile e antinfluenzale che dovrebbe partire la prossima settimana». Per quanto riguarda le farmacie poi, sono inagibili le due di Norcia, quella di Ferentillo e quella di Monteleone di Spoleto.

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L’appello: «Donazioni per centri strategici» «Una cosa deve essere certa – ha detto Marini -: non consentiremo l’abbandono di queste aree, dei suoi paesi e borghi. E lo stesso modello di assistenza dei cittadini che hanno però la casa o non vi possono rientrare lo stiamo realizzando tenendo conto di questo irrinunciabile obiettivo, e consentire così alla nostra gente di poter essere il più vicino possibile ai loro affetti, ai loro beni. Noi – ha proseguito la presidente – abbiamo sempre perseguito ricostruzione lì dove erano le case crollate per il valore sociale dei borghi. Il modello di assistenza è pensato per mantenere la popolazione qui e favorire la ricostruzione. Noi siamo contro le new town, ma dopo questo terremoto ci sono edifici strategici che devono stare fuori da zone sismiche come scuole, ospedali e strutture operative dei Comuni. Questi devono reggere a qualsiasi scossa, perché a Norcia e a Preci abbiamo problemi in questo senso. Il terremoto del ’97 ha insegnato all’Umbria ad avere aree urbanizzate per i moduli di emergenza, questo ci dice che chi vuole fare solidarietà ci aiuti a costruire strutture collettive antismiche di accoglienza della popolazione, penso al centro Caritas di Preci o alla Proloco di Campi. Le risorse dei donatori vadano per questi scopi».

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Tensioni e proteste Sulla tensione e le proteste dei cittadini, «io e il sindaco Alemanno – riferisce Marini – ci siamo andati perché è nostro compito andare tra la gente, non credo che debba svicolare, noi dobbiamo stare in prima linea. L’assemblea al campo è stata giusta, dovevamo andare lì a spiegare, anche perché non c’erano altri strumenti. Io credo che questo sia il mio dovere, non penso di aver preso gli insulti, sono andata lì per spiegare era necessario. Riteniamo che non abbiamo mai sottovalutato nulla. Renzi ha compreso anche il nostro disagio di amministratori pubblici di dover operare con regole che non tengono conto della situazione emergenziale, mentre abbiamo necessità di dare risposte immediate ai bisogni di cittadini, famiglie, agricoltori, allevatori, imprenditori e ogni altro soggetto economico».

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Economia in ginocchio Sul versante economico, «i terremoti del 24 agosto e del 26 ottobre non avevano intaccato il sistema produttivo, il 30 sì ce lo ha intaccato. Lo abbiamo detto al governo, non c’è più solo la componente turistica, c’è quella agricola, alimentare e produttiva, quindi servono misure settoriali specifiche per far ripartire le imprese. Il governo si e impegnato a definire misure e modalità per permettere a queste aziende di tornare a produrre con procedure diverse dalla ricostruzione delle casa o dei beni culturali». A essere intaccato ovviamente è anche il comparto agricolo: da mercoledì a Norcia sarà attivo un presidio per gli agricoltori al quale poter chiedere informazioni e fare richieste o segnalazioni.