Avendita di Cascia (foto Fabrizi)

di Chiara Fabrizi

Ventimila richieste di sopralluogo. Questa la mole straordinaria di istanze per la verifica di agibilità attesa in Umbria dove ormai da qualche giorno sono al lavoro un centinaio di squadre di tecnici rilevatori impegnati negli accertamenti ‘fast’ coi quali si stabilisce esclusivamente se un edificio è utilizzabile oppure no, rimandando a una seconda fase la compilazione della scheda Aedes che fotografa più dettagliatamente le condizioni dell’immobile. La stima è stata fornita dalla Regione nell’ambito dell’incontro che la presidente Catiuscia Marini ha avuto coi rappresentanti degli ordini professionali, dagli ingegneri ai periti industriali, prima di arrivare a Spoleto, precisamente a Palazzo Pianciani per l’incontro organizzato da Cna con gli imprenditori.

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Quattro soluzioni per le imprese Qui il dirigente della protezione civile Alfiero Moretti ha illustrato le quattro opzioni previste per la delocalizzazione delle imprese che hanno subito danni o insistono in zona rossa: «E’ prevista la possibilità di spostare la sede aziendale in un altro stabile agibile ma anche collocare una struttura nella pertinenza della proprietà, dopodiché le altre due soluzioni – ha detto – sono legate all’individuazione delle aree, già selezionate a Norcia mentre stiamo lavorando su Preci, dove collocare dei moduli prefabbricati tipo galleria commerciale in cui potranno trovare posto le piccole attività o in alternativa individuare degli appezzamenti, urbanizzarli e metterli a disposizione degli imprenditori che ne hanno bisogno utilizzando un modello che ricalca la lottizzazione. Tutte le spese sono a carico dello Stato, ma è chiaro che per le prime due soluzioni ogni spesa deve essere tracciabile». Da definire, però, c’è il reale fabbisogno di aree da destinare alle piccole e medie imprese: «Riaprire la zona rossa di Norcia – ha proseguito Moretti – è la priorità e in base alle prime valutazioni dico che le condizioni del patrimonio edilizio del centro storico è nel complesso gestibile seppur a distanza dal patrimonio culturale gravemente danneggiato e su cui nell’arco di venti giorni dovrebbero essere concluse le prime messe in sicurezza. Abbiamo la necessità di capire quando riaprire almeno alcune zone del centro di Norcia e di conseguenza quante attività potranno rientrare». In questo senso la presidente Marini ha spiegato che  «già nelle prossime ore dovrebbe essere firmata la prima ordinanza del Commissario straordinario per la ricostruzione, Vasco Errani, che di fatto darà il via agli interventi di riparazione degli edifici classificati B (vale a dire immobili con danni lievi) o quelli dichiarati inutilizzabili dalla verifica ‘fast’».

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Summit per i container Nel tardo pomeriggio di giovedì a Norcia il sindaco Nicola Alemanno ha incontrato funzionari e dirigenti del dipartimento nazionale di protezione civile per fare il punto sulla realizzazione delle aree container. Ferme restando le sette aree già individuate, a cui se ne aggiungono tre nel territorio comunale di Cascia, non sono emerse indicazioni temporali per l’avvio delle opere di urbanizzazione che saranno soltanto in parte eseguite dal Genio dell’Esercito. Non è chiaro al momento se in Umbria opereranno cento o duecento uomini, i militari stanno allestendo il proprio campo base in prossimità della tendopoli montata all’indomani del 30 ottobre nell’area di Allegrini, ma con ogni probabilità i militari lavoreranno soltanto per alcuni campi, mentre per gli altri i Comuni dovranno procedere alla presa in possesso dei terreni (una sorta di esproprio di breve durata), aggiudicando con procedure in deroga la progettazione delle opere di urbanizzazione e la relativa realizzazione. In questo sembra vacillare l’orizzonte indicato dal presidente del Consiglio Matteo Renzi, che ha fissato entro Natale la consegna dei villaggi prefabbricati, ma occorrerà monitorare ancora qualche giorno per verificare il rispetto dei tempi stabiliti. Intanto ovunque nell’Alta Valnerina si è scesi abbondantemente sotto lo zero con le stufette che poco possono contro temperature già praticamente polari.

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Nuovo cratere al palo Frenata anche sul nuovo cratere individuato con ordinanza dal commissario per la ricostruzione Vasco Errani. Tarda infatti in commissione bilancio del Senato la presentazione al decreto terremoto del maxiemendamento del governo quello che dovrebbe inserire nel testo tutta la parte riguardante gli altri due eventi sismici del 26 e del 30 ottobre che hanno colpito l’Italia centrale. La ragione del ritardo dipenderebbe dal fatto che Errani avrebbe chiesto di modificare l’ elenco dei comuni da comprendere nel cratere (dovrebbero essere 131) e la Ragioneria generale, di conseguenza, deve rifare tutti i calcoli. Ergo: la seduta notturna è stata sconvocata ma il presidente Giorgio Tonini si è detto disponibile a riconvocarla se arrivasse il testo del governo.

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: FOTO

Incrementato il contributo autonoma sistemazione Gli unici atti arrivati mercoledì sono quelli del capo dipartimento di protezione civile, l’ingegner Fabrizio Curcio, e del ministro dei Beni e delle attività culturali Dario Franceschini. Il primo ha firmato l’ordinanza 408 che, tra le altre,  incrementa il contributo per l’automa sistemazione destinato alle famiglie la cui abitazione sia stata distrutta in tutto o in parte, oppure sia stata sgomberata a seguito del terremoto è elevato. In particolare, il sostegno ammonta a 400 euro per i nuclei familiari composti da una sola unità, 500 euro per due unità, 700 euro per tre unità, 800 euro per quattro unità e 900 euro per cinque o più unità. Inoltre nel caso in cui siano presenti persone over 65, portatrici di handicap, disabili con una percentuale non inferiore al 67%, è concesso un contributo aggiuntivo di 200 euro mensili per ciascuna persona, anche oltre il limite massimo dei 900 euro mensili previsti per famiglia.

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Soprintendente speciale e messe in sicurezza beni culturali Il ministro Franceschini ha, invece, firmato il decreto di nomina dell’ingegner Paolo Iannelli a soprintendente speciale per le aree colpite dal sisma che, in qualità di membro dell’Unità di crisi nazionale del Mibact, ha affiancato le unità regionali e supportato l’azione del segretariato generale sin dalle prime ore del 24 agosto. A Norcia, intanto, proseguono gli interventi di messa in sicurezza del patrimonio culturale. I pompieri stanno infatti realizzando la fondazione in cemento armato su cui poggerà la gabbia di 15 metri progettata per la facciata della basilica di San Benedetto. Contestualmente si sta lavorando alla sostituzione delle fasce con cavi metallici per rafforzare la cinghiatura della torre civica del municipio gravemente compromessa. Sempre i vigili del fuoco mercoledì a Cascia hanno verificato le condizioni della volta campanaria del monastero di Santa Rita che incombe sulla basilica. Qui i pompieri hanno anche provveduto a mettere in sicurezza le reliquie di Santa Rita intorno alle quali è stata costruita una cassa in legno e una gabbia in ferro.

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Accordo sindacale per lavoratori Coop di Norcia Sempre nelle ultime ore è stato anche siglato l’accordo sindacale per i lavoratori del punto vendita Coop di Norcia, gravemente danneggiato dal sisma: «Abbiamo incontrato lavoratrici e lavoratori in casa di una nostra delegata – raccontano Enrico Bruschi e Francesco Bartoli della Filcams Cgil di Perugia- per illustrare l’accordo che prima di tutto impegna il gruppo a riaprire il prima possibile, valutando la migliore soluzione temporanea in attesa di capire i possibili sviluppi futuri. In un’ottica di solidarietà verso i lavoratori è previsto che l’azienda si faccia carico di retribuire alcune giornate non lavorate a causa del terremoto prima dell’attivazione della cassa integrazione e di erogare acconti del trattamento di fine rapporto, in deroga alla norma. È stata – vanno avanti i due sindacalisti – l’assemblea più difficile della nostra vita perché davanti a noi c’erano lavoratrici e lavoratori che hanno perso tutto, persone atterrite e costrette a convivere con la paura, chiediamo alle istituzioni di fare presto, di erogare quanto prima gli assegni della cassa integrazione per dare un boccata di ossigeno a queste persone circondate dalla solidarietà».

La solidarietà di Umbertide Come quella arrivata da Umbertide. Il gruppo comunale di protezione civile si è infatti organizzato in maniera autonoma recandosi direttamente ad Agriano e Frascaro, due piccole frazioni del Comune di Norcia per portare gli aiuti raccolti grazie alla solidarietà e alla generosità degli umbertidesi. Con la spedizione, a cui ha preso parte anche il sindaco Marco Locchi, i volontari hanno allestito una casetta di legno donata da un’azienda umbertidese che servirà da alloggio a due allevatori di Agriano che, grazie a questo aiuto, potranno continuare a prendersi cura del loro bestiame. Installati anchedei potabilizzatori di acqua messi a disposizione sempre da un’azienda della città. Sempre a favore di chi a causa del sisma ha perso tutto verrà impiegato anche il ricavato delle varie manifestazioni di solidarietà organizzate subito dopo il terremoto, a partire dalle cene a base di amatriciana, e periodicamente i volontari umbertidesi di Protezione civile continueranno a fornire aiuto ed assistenza ai terremotati, dal momento che dopo la prima fase di emergenza, si aprirà quella altrettanto delicata della ricostruzione e del ritorno alla normalità.

@chilodice

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