Il progetto 'virtuale'

Le polemiche, sul teatro Verdi e soprattutto sul come intervenire su di lui, sono sempre al calor bianco. Adesso spunta un progetto di recupero ‘virtuale’ che, seppur ovviamente destinato solo ad una sua fruizione per immagini, si prospetta suggestivo.

Le ipotesi A proporlo è un variegato team di professionisti che parte da una premessa: «Nessuna intenzione di prendere posizione sulle tre le ‘scuole di pensiero’ che si fronteggiano sul possibile futuro del teatro: ricostruire l’interno in maniera totalmente nuova; ricostruire l’interno secondo il progetto originale dell’architetto Poletti, ristrutturare l’opera così com’è, conservando l’aspetto attuale, realizzato negli anni ‘50».

IL PROGETTO VIRTUALE

La proposta Quello che si propone di fare è di realizzare,«in maniera totalmente indipendente dalle ipotesi sopra citate, la ricostruzione virtuale del teatro così com’era prima della guerra, riconsegnandolo alla città ed alla cittadinanza, così da recuperare, almeno virtualmente, una perdita che è stata tra le più gravi per il patrimonio culturale, artistico ed edilizio della città».

L’idea «Senza entrare nel merito delle sorti del teatro ‘reale’ – spiega l’ingegner Simone Monotti – proponiamo di ricostruire il teatro ‘virtuale’. Credo sia un atto dovuto per rispetto della storia della città e della cittadinanza la quale potrà così riappropriarsi, anche se solo sullo schermo, di quello che era uno dei suoi gioielli più preziosi. Allo stesso tempo si tratta di un atto di rispetto verso l’opera di un grande architetto che la follia della guerra ha deturpato. Il tutto sfruttando le enormi potenzialità che l’informatica ci mette a disposizione ed anche la sufficiente quantità di informazioni reperibili e già reperite in buona parte».

Il progetto La prima fase, «riguardante l’esterno dell’edifico e la bozza preliminare per l’interno è già stata realizzata e tutto è pianificato e preparato per iniziare la modellazione dettagliata dell’interno. In questo caso però – dice Monotti – il lavoro sarà di ancora più estrema durezza e complessità per cui sarà necessario il supporto economico di eventuali sponsorizzazioni o patrocini».

Le fasi Tutto il lavoro «potrà essere svolto in varie fasi: una ricerca storica finalizzata a reperire tutte le informazioni e documentazioni possibili sul progetto originale del Poletti e sulle caratteristiche estetiche e dimensionali dell’opera anteguerra; la digitalizzazione di tutto il materiale reperito; la realizzazione del modello 2D dell’antico teatro con riferimento ai principali livelli di quota orizzontali e delle sezioni verticali più significative; la realizzazione del modello globale dell’edificio 3D (interno ed esterno): il rendering del modello realizzato con possibilità di animazioni.

Altre possibilità Questo approccio, «per ora proposto per il Verdi – siega Simone Monotti – potrebbe essere applicato ad altri edifici od opere ormai persi da tempo per svariate ragioni di cui resta solo il ricordo o qualche foto. Per ora abbiamo agito autonomamente senza coinvolgere enti, associazioni o privati, coinvolgimento che appunto auspichiamo per il futuro».

Il team Simone Monotti è un ingegnere, libero professionista, co-ideatore dell’iniziativa, coordinatore delle attività e co-realizzatore di tutte le fasi. L’architetto Mario Basso è un libero professionista francese di origine italiana; vive e svolge la sua attività a Cagnes-sur-Mer, è il co-realizzatore delle fasi di modellazione 3D e rendering, è noto per aver modellato virtualmente diversi edifici storici francesi non più esistenti. La dottoressa Maria Cecilia Guerci è una linguista e appassionata di storia locale e teatro; è la co-ideatrice del progetto e co-realizzatrice delle attività di ricerca, reperimento e digitalizzazione del materiale.

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