di M.T.
Quello tra Terni e ‘il cinema’ – non nel senso del locale, ma in quello della produzione – è un tema che, da tempo, fa discutere. Soprattutto in relazione a quelli che vengono definiti ‘gli studios’ di Papigno (sì, quelli de ‘La vita è bella’ di Benigni) ed ai rapporti con Cinecittà.
L’attacco Il circolo ternano di Sinistra ecologia e libertà va all’attacco proprio di Cinecittà – ma anche dell’amministrazione comunale ternana, nella quale è rappresentata dall’assessore alla cultura – e denuncia che «dopo anni di silenzio, in primis produttivo, apprendiamo che Cinecittà, gestore, degli studios di Papigno, dichiara che il mancato raggiungimento degli obiettivi previsti dalla convenzione pluriennale in essere con il Comune di Terni, cioè cento giorni all’anno di produzioni, è da attribuirsi ai rumori provenienti dal cantiere della Terni-Rieti e dalla presenza nel sito di sostanze inquinanti».
La polemica Secondo Sel «tali affermazioni fanno torto all’intelligenza dei cittadini ternani, oltre che a quella di chi le ha prodotte». Perché, si chiede il partito dell’assessore Simone Guerra, queste cose «si è aspettato, per evidenziarle, che la convenzione arrivasse alla ormai prossima scadenza (il 31 dicembre)? E, d’altro canto, perché la stessa amministrazione solo adesso mette Cinecittà di fronte alle sue inadempienze contrattuali? Evidentemente perdurano da anni e, allora, chi ha omesso il controllo o la denuncia del mancato rispetto dell’accordo?».
Il concorso Poi, però, Sel entra nello specifico: «Esistono proposte, in campo, più trasparenti e coraggiose. Ad esempio, la nostra: un concorso di idee di respiro europeo per l’uso del sito di Papigno. Lanciata prima dell’estate, anche solo come contributo a un’ampia discussione, a oggi non vi è stata alcuna volontà da parte dell’amministrazione comunale di aprire a proposte basate sulla trasparenza e sul rinnovamento».
Il bando Il problema è che quel concorso di idee c’è. Un ‘Bando concorso a tema di iniziativa della Regione aperto a architetti e ingegneri’ lanciato il 21 agosto scorso e per il quale – da quello che risulta ad Umbria24 – proprio a Terni, almeno un gruppo di lavoro sta mettendo a punto un progetto con il quale partecipare: «Forse – dice proprio chi ci sta lavorando – sarebbe bastato che il circolo di Sel si mettesse in contatto con l’assessore alla cultura del Comune di Terni, per avere qualche chiarimento».
La replica Letto l’articolo, Sinistra ecologia libertà, ha voluto replicare, ribadendo che «è impegnata quotidianamente in un attento lavoro politico, in relazione con il suo amministratore attualmente impegnato, per lo sviluppo del territorio e il lancio di nuovi progetti che sappiano trovare nuove soluzioni ad vecchi problemi. Per questo eravamo naturalmente a conoscenza del bando regionale, bando interessante, ma non esaustivo della complessità del sito di Papigno».
La puntualizzazione Il bando regionale a cui si fa riferimento, secondo Sel, «incide poco nella sostanza della questione da noi sollevata, primo perché il bando, che mira principalmente al recupero architettonico e strutturale del sito non riguarda gli studios cinematografici e inoltre perché non vincola le scelte dell’amministrazione comunale nella scelta dei soggetti con cui attivare partenrships. Oltre al fatto che la tempistica del bando, naturalmente, mal si coniuga con la scelta dell’eventuale rinnovo della convenzione con Cinecittà che, lo ricordiamo, è in scadenza a dicembre di quest’anno».
La precisazione Ultima nota a margine, dice Sel, «è il sindaco Di Girolamo il referente per la gestione degli studios e non, come l’articolo sembrerebbe far intendere, l’assessore Guerra. Apprezzando l’attenzione per il nostro comunicato e altresì lo sforzo di arricchirlo con osservazioni ‘terze’, che non sempre, ci mancherebbe, debbono coincidere con quelle da noi espresse, ma riteniamo che le nostre ragioni siano corrispondenti allo stato dei fatti e crediamo che si debbano evitare letture forzate».
