di Massimo Colonna
La puntata di Report su Rai 3 ha riacceso i riflettori sul caso Studios di Papigno. A fare il punto della situazione su quello che riguarda i rapporti tra l’amministrazione comunale e la società Cinecittà Studios è direttamente l’assessore alla Cultura di Palazzo Spada Tiziana De Angelis, la quale spiega quali sono i rapporti allo stato attuale. In ballo c’è anche un contenzioso legale aperto al tribunale di Terni proprio tra le due parti.
Interlocuzione Nei mesi scorsi l’assessorato ha provato ad aprire un canale proprio con l’amministratore delegato di Cinecittà Giuseppe Basso, il tutto sia con l’assessore Giorgio Armillei che con la De Angelis. «Il nostro intento – spiega l’attuale responsabile di Palazzo Spada – è quello di far rispettare quei patti che erano stati sottoscritti con la società. Noi avevamo fissato delle priorità, che sono tre: ossia la bonifica dell’area, soprattutto dove scorre il fiume Nera, anche perché la situazione è sempre più nel degrado. Poi c’è il discorso della vigilanza, visto che il sito è anche teatro di furti e di bivacco. In più una nuova illuminazione che permetta anche una maggiore sicurezza. La trattativa per noi va avanti soltanto se concretamente ci arrivano risposte in questo senso, che poi era proprio quello che era stato concordato».
Il contenzioso Sullo sfondo c’è sempre la questione del contenzioso legale aperto proprio dalle due parti. L’avvocatura di Palazzo Spada ha dato il via alla battaglia legale con l’obiettivo di tornare alla disponibilità del sito. Su questo fronte la prossima udienza al tribunale di Terni è in programma a luglio. In merito alla trasformazione di Cinecittà in azienda pubblica, annuncio lanciato nei mesi scorsi dal ministro Dario Franceschini e che comporterebbe un possibile cambiamento di scenario anche per Papigno, la De Angelis precisa: «Si tratta di una questione che al momento non ha riscontri concreti. Franceschini ha prospettato il cambio per la società, staremo a vedere».
Il sindaco Sul caso interviene anche il sindaco Di Girolamo. «I dieci milioni di interventi pubblici, la metà per le bonifiche ambientali, spesi a Papigno non se li è portati via nessuno, sono lì, sono stati spesi per il recupero di un bene che costituisce un patrimonio. Sugli studios non ci sono zone d’ombre. Quanto è successo è chiaro: la stagione di Benigni è stata molto positiva, ha investito del suo, ha fatto conoscere Terni dappertutto. Poi la crisi della produzione cinematografica, il venir meno dei contributi statali al cinema, la malattia di un manager come Mario Cotone – il vero, grande motore degli studios – ha creato un blocco che Cinecittà poi non è stata in grado di rimuovere. Il Comune di Terni è in contenzioso con Cinecittà perché riteniamo che non abbia rispettato il contratto a suo tempo stipulato. Lavoriamo per sbloccare una situazione, non facile, di stallo. Le belle pagine di Papigno, di un recente passato che ha alimentato i sogni non solo di Terni, ci danno forza».
@tulhaidetto
