di M.T.

Un risultato, piccolo, lo hanno ottenuto, ma le 23 ‘residenze protette’ che operano sul territorio provinciale non sono per niente soddisfatte. E non fanno nulla per nasconderlo.

Sette mesi La nuova convenzione che regolamenta la loro attività, infatti, non si discosta di molto da quella che era stata proposta – e contestata – nelle scorse settimane dalla Asl2: le residenze protette, alla fine, l’hanno accettata «nell’intento di poter continuare a garantire la continuità assistenziale», ma hanno chiesto e ottenuto che, invece di tre anni, duri solo sette mesi. Fino alla fine del 2013. Per poi essere ridiscussa.

Venti posti Di fatto, visto che l’Asl2 ha concesso 300 mila euro in più rispetto a quanto offerto in prima istanza, nelle residenze protette del Ternano potrebbero trovar posto – in regime di convenzione – una ventina di anziani in più rispetto ai circa 320 prospettati. Un risultato evidentemente poco soddisfacente, visto che il numero di partenza era di 620: va ricordato che il costo giornaliero, per gli utenti, è fissato dalla regione in 87,20 euro e che il contributo regionale è pari al 50%.

Il confronto Tanto che i titolari delle residenze protette hanno ottenuto «formalizzandolo all’interno del testo convenzionale, un tavolo di confronto relativo alle problematiche del settore», al quale parteciperanno «i rappresentanti della direzione sanitaria della Ausl2, i direttori dei distretti e i rappresentanti delle associazioni delle residenze protette della provincia di Terni». Scopo del confronto sarò, appunto, la valutazione complessiva della situazione.

Le richieste Soprattutto, il tavolo di confronto servirà, tra le altre cose, a «monitorare la corretta ed immediata implementazione prevista dalla proposta convenzionale; mettere in atto criteri di equa e trasparente ripartizione delle risorse; ottimizzare i rapporti funzionali fra i distretti e le residenze protette; sviluppare in forma condivisa, una griglia di verifica inerente i parametri gestionali delle strutture, creando linee guida che pur mantenendo la loro univocità con le normative regionali di riferimento, tengano altresì conto delle distonie economiche esistenti nell’attuale fra i territori di applicazione delle stesse».

Il progetto A giudizio delle 23 residenze protette del ternano, si tratta di un’occasione di verifica che potrebbe portare ad «un progetto di ampio respiro, in grado di ‘ripensare’ una ridistribuzione equa delle risorse regionali da mettere in campo, dando risposte concrete ai bisogni espressi dai singoli territori, rappresentati da espliciti dati epidemiologici, senza nel contempo rinunciare a quella qualità dei servizi che da sempre ha caratterizzato la sanità umbra».

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