Le multe esibite durante una protesta anti-autovelox

di Fabio Toni e Marco Torricelli

Il braccio di ferro continua. Dalla perizia tecnica che la Polizia stradale di Terni ha svolto su richiesta della prefettura, i difetti tecnici e il mancato rispetto delle direttive – dell’autovelox montato in viale dello Stadio nel novembre 2011 – sarebbero evidenti. Quell’autovelox, insomma, sarebbe in divieto di sosta.

I ricorsi La perizia era stata chiesta dal prefetto di Terni, Vittorio Saladino, dopo i ricorsi presentati da decine di automobilisti «flashati» dalla macchinetta e, in particolare, per quanto segnalato da uno di loro, il cui ricorso era stato accolto, che lamentava la carenza di segnaletica in prossimità dell’apparecchiatura per il controllo della velocità. «Ovvio – spiega l’avvocato Antonio De Angelis, che rappresenta Confconsumatori – che questo significa una sola cosa: chi dovesse ricevere una multa per una foto scattata da quell’apparecchio, potrà presentare ricorso ed avrà ottime probabilità di vederlo accolto». Tanto che l’associazione sta già predisponendo i moduli prestampati: basterà tenerli in macchina, insieme a quelli per la constatazione amichevole messi a disposizione dalle assicurazioni.

Le precisazioni L’avvocato De Angelis, però, fa un paio di precisazioni importanti, che dimostrano quanto complessa sia la storia, La prima è che «le multe già elevate e, magari, pagate, non sono annullate. Potranno esserlo solo quelle per le quali si è ancora in tempo a fare ricorso. Chi ha pagato può solo sperare in un gesto di buona volontà del comune, che potrebbe, e secondo me dovrebbe, decidere di restituire i soldi». La seconda è che «il comune non è obbligato a rimuovere l’autovelox, in quanto non siamo in presenza di un pronunciamento di un giudice, ma di una perizia tecnica, per quanto importantissima in quanto svolta dalla Polizia stradale che, in materia, è certamente un’autorità, fatta propria dal prefetto».

La polemica Al momento, però, pare che il gesto di buona volontà invocato sia ben lungi dall’essere preso in considerazione, visto che l’amministrazione comunale ribadisce «la correttezza dei provvedimenti assunti e delle procedure seguite in merito alla installazione degli autovelox, così come per tutte le iniziative intraprese per la messa in sicurezza delle strade comunali». Insomma: l’autovelox resta lì e continuerà a scattare foto che, dice l’avvocato di Confconsumatori «saranno inutili e faranno solo perdere tempo, ai cittadini, al giudice di pace e al prefetto». E Matteo Bressan, presidente del Club della libertà di Terni – Italia Libera, gira il coltello nella piaga ricordando che «il 12 aprile scorsi misi in guardia l’amministrazione comunale dal perseguire a testa bassa questo scontro con gli automobilisti, ma i profili di irregolarità che già all’epoca si erano potuti riscontrare non hanno scalfito la volontà dell’amministrazione di fare cassa con gli autovelox, che hanno spremuto migliaia di automobilisti come se fossero bancomat».

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