E’ iniziato lunedì il nuovo servizio della polizia municipale che presidierà le principali vie del centro con due agenti in coppia, a piedi o con il ciclomotore. Il tutto su indicazione del consiglio comunale, che nell’ultima seduta relativa al tema della sicurezza, aveva approvato un atto condiviso con diversi punti per potenziare i servizi di vigilanza. Ma sulla nuova iniziativa non mancano le polemiche.
Lotta tra sindacati Nei giorni scorsi la Uil Funzione pubblica aveva dichiarato che il nuovo servizio di polizia era stato adottato «autonomamente dal comando su nostra spinta». «Fa quasi tenerezza – spiegano in una nota Cgil Fp, Cisl Fp, Csa e Usb Terni – il tentativo della Uil Fpl di assegnarsi il presunto merito del primo risultato utile all’organizzazione interna alla municipale. Quasi come se, invece di percorrere le vie contrattualmente previste, alla Uil Fpl fosse concessa dal dirigente della polizia una scorciatoia nelle relazione sindacali. A tutti è ben noto che quella rivendicazione fa parte di un più ampio progetto di riorganizzazione del corpo ed è frutto di un’assemblea sindacale generale tenutasi il 17 marzo, i cui contenuti sono stati posti all’attenzione della terza commissione consigliare, della conferenza dei capigruppo e del sindaco. Invece di continuare con i soliti distinguo che evidenziano una inutile quanto dannosa malattia di protagonismo, invitiamo la Uil Fpl ad unirsi alla piattaforma rivendicativa, ed avendo ben chiaro più gli interessi del corpo e della città che non quelli della sua sigla sindacale.
Fratelli d’Italia «Salutiamo senz’altro come una buona notizia – spiega Marco Cecconi, presidente del gruppo consigliare di palazzo Sapda per Fratelli d’Italia/Alleanza nazionale – l’avvio del servizio di sorveglianza in coppia. La città e il corpo della municipale, tuttavia, hanno bisogno di molto di più. Spiace ricordare come, fino ad un attimo prima dei tragici eventi di piazza dell’Olmo, la linea dell’amministrazione sul fronte-sicurezza si riducesse a ‘va tutto bene, madama la marchesa’. Per non parlare delle condizioni vergognose in cui si lasciava languire proprio la municipale: questione che è stata sollevata per la prima volta in questa consiliatura da una mia interrogazione dell’ottobre scorso, alla quale l’assessore Cristhia Falchetti Ballerani rispose facendo sostanzialmente spallucce. I soldi non ci sono, disse in pratica, e ‘in fondo all’appello mancano solo 32 vigili’. Adesso che miracolosamente, ma solo dopo l’omicidio Raggi, i primi soldi sono usciti fuori e nessuno, persino a alazzo Spada, può fare più finta di niente, vigileremo passo passo perché tutti gli impegni ai quali abbiamo vincolato in questi giorni la giunta vengano puntualmente e rapidamente rispettati: dalla revisione del regolamento della municipale alla dotazione di strumentazione idonea per i vigili urbani. E abbiamo già presentato un atto per richiedere l’internalizzazione della gestione delle multe, attualmente affidata all’esterno con pessimi risultati e sprechi di risorse».
Terni città futura «In tema di sicurezza – spiega Michele Rossi, di Terni città futura – su cosa fare per aumentare il livello di sicurezza generale della città, abbiamo già più volte suggerito la possibilità di ricorrere allo strumento delle ordinanze sindacali. Viene allora in mente una ordinanza conosciuta in tutta Italia con il nome generico di ordinanza anti-vetro. A Terni ne abbiamo sentito parlare sopratutto in occasione delle varie notti bianche che si sono susseguite negli anni. Ricercando nel sito web istituzionale del Comune nella pagina di pubblicazione delle ordinanze tra quelle relative alla sicurezza ne troviamo una dal titolo ‘Disposizioni per contrastare fenomeni connessi all’abuso di bevande alcoliche’ datata maggio 2010, in cui si legge che ‘è fatto divieto di consumare, nonché detenere ai fini dell’immediato consumo bevande alcoliche in contenitori di vetro e/o di latta, in tutti i luoghi pubblici e/o aperti al pubblico del territorio comunale ad esclusione dell’interno dei pubblici esercizi e delle aree private comunque pertinenziali ai pubblici esercizi, attrezzate e autorizzate; il divieto ha validità tra le 22.00 e le 06.00 del mattino’. Lo spirito dell’ordinanza è volto a contenere le gravi situazioni,spesso denunciate dai residenti del centro storico, che porta sovente con l’abuso di sostanze alcoliche a schiamazzi. Vista la pubblicazione online chiediamo di conoscere se questa ordinanza risulti ancora in vigore, come ci sembra normale credere, e nel caso affermativo perché nessuno ne sia a conoscenza e sopratutto perché non sia mai stata fatta rispettare, a questo punto si potrebbero accertate anche eventuali inadempienze e responsabilità».
Cartelli nei locali contro gli spacciatori e i soldi sporchi Gli spacciatori non possono entrare, non vogliamo soldi sporchi. Questo il cartello che Confcommercio e Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) della Provincia di Terni ha distribuito ai titolari locali nell’ambito di una campagna per la sicurezza nei locali. «Il primo obiettivo – si legge in una nota – è quello di sensibilizzare i clienti e il pubblico in generale sulla attenzione diffusa alla legalità e alla sicurezza ed è in questo senso che è stato predisposto e distribuito ai pubblici esercizi associati un cartello col messaggio No drugs. Gli spacciatori non possono entrare, non vogliamo soldi sporchi». Secondo l’associazione di categoria è necessario recuperare terreno sul piano della cultura alla legalità «per questo – scrivono – anche l’esposizione di una semplice comunicazione come quella proposta è importante per tracciare una linea di confine tra la società civile e il crimine, aiutando a sostenere le ragioni della categoria per una buona qualità della vita e per la crescita economica». E poi: «Gli operatori sanno bene che i fenomeni che vanno sotto il nome di “movida” sono positivi, accettati dalla popolazione e costituiscono un elemento importante di rilancio economico e di vivibilità delle città, ma sanno altrettanto bene anche che esiste un modo sbagliato di vivere la movida: atteggiamenti anti sociali che generano degrado, abuso di alcol, consumo di sostanze stupefacenti ecc. I gestori svolgono quotidianamente il loro ruolo essendo di fatto anche presìdi di legalità ma non possono essere “abbandonati” dalle Istituzioni ed essere costretti a gestire da soli problemi di ordine pubblico e comportamenti criminali».
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