di Mar. Ros.

Sei anni e ha da poco cominciato la scuola primaria, da tre è seguito da uno studio medico convenzionato con la Usl in un percorso che dovrebbe aiutarlo a migliorare le sue attuali condizioni di vita, ha un ritardo nel parlare e di conseguenza nel recepire nell’immediato i messaggi che gli arrivano dall’esterno. È la storia di un bambino di Acquasparta (in provincia di Terni), a raccontarla a Umbria 24, il padre.

Sostegno a scuola Sono trascorsi circa 20 giorni dall’inizio dell’anno scolastico e la famiglia del piccolo è seriamente preoccupata per la sua esperienza all’Istituto comprensivo di Acquasparta, il suo papà: «Io e mia moglie insieme alla logopedista che si prende cura ci siamo attivati da subito, per richiedere al Comune e alla dirigenza scolastica un insegnante di sostegno per 12 ore settimanali e 8 di compresenza con un assistente esterno messo a disposizione dal Comune, ma dell’uno non c’è ancora traccia e anzi ci è stato detto che potrebbe anche cambiare nel corso dell’anno; per l’altro ci sono state accordate solo 4 ore a settimana».

Acquasparta «Il nostro piccolo, ci è stato assicurato dalla dottoressa che lo segue, dovrebbe superare questo suo problema nel giro di pochi anni e molto è stato fatto già all’asilo ma ogni giorno trascorso a scuola, senza che ci sia una persona al suo fianco che lo aiuti, è un giorno perso e pensare che arrivi una maestra d sostegno e che nel giro di un mese possa cambiare ci preoccupa; parliamo di un bambino con difficoltà – sottolinea -, c’è bisogno che si crei anche una certa empatia tra lui e le persone che gli stanno attorno per dargli una mano. Ha diritto all’apprendimento e la dirigenza non può sottovalutare la situazione solo perché in classe sta buono. Le istituzioni si attivino per la soluzione che abbiamo chiesto».

@martarosati28

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