Condotta costruita nelle officine Bosco

Era il 23 gennaio 2011 quando, di fronte al giudice delegato per il fallimento, al curatore fallimentare, ai rappresentanti della Provincia di Terni, ai Comuni di Narni e Terni, dell’Icsim e della sovrintendenza archivistica, l’ultimo proprietario della fabbrica Walter Tosto si impegnò a donare l’archivio storico delle Officine Bosco agli enti locali affinché fosse conservato e messo a disposizione della città. Dopo qualche anno trascorso in alcuni locali dell’Itis Allievi di Terni, l’archivio ora sarà trasferito nella sede ternana dell’Arpa. A sancirlo una delibera della giunta provinciale approvata venerdì mattina.

Salvaguardare la memoria storica della città La soluzione, frutto della concreta cooperazione fra Provincia, Arpa e Sovrintendenza archivistica, secondo quanto reso noto dagli uffici di palazzo Bazzani «corona l’impegno dell’amministrazione provinciale che negli anni ha profuso sforzi e risorse per la conservazione, valorizzazione e fruizione dell’archivio storico, un patrimonio culturale e industriale di altissimo livello e che appartiene alla storia della città e del territorio». Un trasferimento, che per il presidente della Provincia Feliciano Polli «rappresenta la soluzione più idonea per salvaguardare la memoria storica e industriale di un’azienda che ha rappresentato una delle eccellenze a livello nazionale e internazionale. L’archivio è oggi ciò che di più prezioso ci rimane di quella esperienza ed è uno strumento fondamentale anche per il futuro industriale del nostro territorio».

L’archivio Conservato dal 2006 nell’ex fonderia dell’Itis di Terni, l’archivio è composto da 9.000 pezzi e da circa 12.000 disegni industriali, patrimonio di eccezionale importanza per lo studio della storia della tecnologia e della meccanica. Il fondo, oggetto di precatalogazione e sistemazione da parte della sovrintendenza, è stato dichiarato «di notevole interesse storico» e per questo soggetto a vincolo di tutela.

Ci vorrà qualche mese Ad esprimere soddisfazione per l’intesa è anche Adriano Rossi, presidente dell’Arpa. «Abbiamo avviato i lavori di sistemazione dell’area della nostra biblioteca che accoglierà l’archivio Bosco. Nel frattempo, la sovrintendenza ai beni archivistici farà una selezione dei materiali che poi saranno effettivamente trasferiti nella nostra sede. Fra qualche mese dovrebbe essere tutto pronto».

La ditta Bosco nacque a Terni nel 1890 per iniziativa del tecnico torinese Antonio Bosco, intenzionato a progettare e costruire i macchinari necessari all’agricoltura locale. Nel gennaio 1909 il tribunale di Spoleto ne decretò il fallimento e l’anno dopo venne costituita la Società anonima officine meccaniche e fonderie Antonio Bosco, attiva nella lavorazione di ferro e acciaio per la costruzione di macchinari metallici e la produzione di oggetti fusi in bronzo. Dopo alterne vicende legate alla seconda guerra mondiale, la Bosco entrò in crisi sul finire degli anni ’50, e dopo una riorganizzazione commerciale decise di destinare il 70% della sua produzione al mercato estero. Negli anni ’70 trasferì l’apparato produttivo a Maratta Bassa e si specializzò nella fornitura di macchinari per l’industria chimica e petrolifera. Nel 1982 passò sotto la gestione dell’Efim, mantenendo la denominazione di Bosco officine meccaniche spa. Il vecchio complesso delle officine Bosco, parzialmente demolito nel 1985, è stato recuperato con fondi europei e trasformato nell’attuale centro multimediale.

One reply on “Terni, officine Bosco: archivio storico in salvo. Sarà trasferito nella sede dell’Arpa”

  1. Mio zio Sante Carboni ha lavorato li’ nel 1943.No so per quanto tempo.Ho trovato questa informazione in una cartolina postale datata 27 agosto 1943 spedita da mio padre Raimondo da Pola prima che fosse catturato dai tedeschi l’8 settembre e spedito in Germania per due anni.So anche che mio zio ha vissuto in via Portelle,27,Terni.Avete altre informazioni?Ve ne sarei molto grato.Distinti Saluti.

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