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Musica a Terni (foto Rosati)

di Massimo Colonna

«Un teatro chiuso è un inceneritore di sogni». Questo lo slogan scelto dal comitato civico Pro Verdi e dal gruppo di artisti, guidato da Stefano de Majo, che venerdì pomeriggio ha organizzato un flash mob per le vie del centro coinvolgendo anche i cittadini. L’iniziativa si è conclusa sui gradoni del teatro Verdi, tra musica, recitazione, canti e divertimento. «Noi siamo artisti, non vogliamo entrare nel merito della questione politica. Noi ci esibiamo lo stesso. Ma questo teatro serve prima di tutto alla città, ai cittadini».

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Il comitato Ad organizzare il tutto il comitato Pro Verdi, di cui Giovanni Ceccotti è uno dei fondatori. «Abbiamo 1.200 sottoscrizioni – spiega – tra semplici cittadini, artisti, commercianti del centro e altre categorie. Il nostro obiettivo è chiaro: sensibilizzare la città su un problema grave come quello della chiusura del teatro Verdi. E per questo abbiamo studiato questa forma artistica di protesta».

La musica L’esibizione è iniziata in piazza San Francesco per proseguire poi in centro e fino al Verdi. La direzione artistica è stata curata da Stefano de Majo, la musica dall’Orchestra Sinfonica Talenti d’Arte, dalla Street Jazz Band di Marco Collazzoni, dal maestro Angelo Bruzzese, insieme alla danzatrice classica Alessia Tasca e la partecipazione di pittori in estemporanea. Il corteo ha accolto anche i piccoli musicisti della scuola Musicalia, altri artisti dell’Accademia Rousseau.

Non incenerite i sogni «Come vedete stasera – ha spiegato de Majo durante l’esibizione – gli artisti trovano lo stesso il modo di esibirsi: per strada, in un salone, dappertutto. E così anche i musicisti. Ma allora viene da chiedersi, a chi serve un teatro, se ci si può esibire ovunque?». Nel finale, sui gradoni del Verdi, ecco poi la risposta: «Il teatro serve alla città, ai cittadini, non serve solo agli artisti. Un teatro chiuso è un inceneritore di sogni».

@tulhaidetto  

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