«Azzerare qualsiasi processo decisionale in atto che punti a proseguire lo smantellamento dei servizi scolastici e di refezione comunali – così riprende vita la protesta del Cosec -, un’ amministrazione in malafede non può essere legittimata nel prendere decisioni a colpi di delibere».
Servizi educativi «In tutti questi mesi abbiamo assistito ad una totale mancanza di trasparenza, finti tavoli di partecipazione, sedute di commissione e riunioni di consiglio svuotate di ogni potere e mai siamo stati messi al corrente di quali fossero i reali costi del servizio di refezione scolastica, mai abbiamo ricevuto risposte chiare e incontrovertibili su quella che fosse la reale situazione economica del servizio». Così inizia l’ennesimo sfogo del Comitato servizi educativi comunali.
Comune di Terni A rendere di dominio pubblico il dato sui debiti del Comune nei confronti di All foods e Cns ci ha pensato il consigliere di I love Terni Ernico Melasecche, trattasi di 1,8 milioni fuori bilancio e davanti alla verità dei documenti il Cosec oggi racconta: «Nonostante le nostre richieste, in nessun caso ci sono stati forniti dati certi che certificassero le voci di spesa relative alla gestione diretta e indiretta del servizio mensa. L’amministrazione comunale ha totalmente negato non solo la presenza di un ingente debito nei confronti degli appaltanti, ma ha anche evidenziato come talune decisioni siano state prese a tavolino ben prima di ogni ipotetico confronto, decretando la cessione del servizio a causa di un debito ormai insormontabile, scelta che permetterebbe all’impresa pieno controllo nella gestione.
Cosec Nel frattempo, come è noto, le rette mensili per la refezione, a carico delle famiglie, sono state aumentate del 15%: «Noi continuiamo a pagare – tuonano mamme e papà – ma che fine fanno i nostri soldi e perché nel 2016 si sta continuando a non saldare la ditta appaltatrice?». La polemica poi prende il largo e non solo dal Cosec dichiarano sia falso che il Comune abbia chiesto la statizzazione per la scuola Trebisonda, chiudendo nel frattempo Campitello e presto anche Grillo parlante, ma contestano anche al Comune le scelte di metodo nell’organizzazione di ‘Micromondi’: «Un evento significativo – scrivono – ma in sintonia con quelle che si sono rivelate essere le reali intenzioni dell’amministrazione, cioè l’affossamento del servizio pubblico al fine di favorire i soggetti privati. Non ci spieghiamo altrimenti il motivo per cui la manifestazione non sia mai stata utilizzata come cassa di risonanza, per promuovere e comunicare la variegata realtà ed il lavoro svolto quotidianamente, dai servizi educativi comunali. Forse si temeva che così facendo sarebbero aumentate le domande di iscrizione».
