C’è un problema sul flusso settimanale di approvvigionamento di Argon liquido da fornitori esterni già da più di due settimane. Ecco perchè la Tk Ast si è vista costretta a spegnere due forni elettrici, che comunque dovrebbero riprendere il lavoro entro mercoledì prossimo. Il problema di fornitura dunque, come spiega una fonte interna all’azienda di viale Brin, non è dovuto ad una fasulla programmazione, ma alla scarsità di scorte a livello europeo che coinvolge anche i fornitori della multinazionale. E la Rsu intanto criticano la situazione parlando del rischio «di un calo della produzione».
Mancano le scorte Secondo l’azienda dunque lo stop ai due forni deriva da una situazione già messa in preventivo, visto che da settimane le scorte di Argon liquido, per cui l’Italia non è autosufficiente, si sono assottigliate costringendo così Ast e rivedere i piani di lavoro. Una situazione dunque già messa in preventivo dall’azienda visto che, come spiega una fonte interna, «la perdita di produzione non impatterà in modo sensibile sui piani in quanto era stato prodotto più volume del preventivato».
I fornitori Da settimane dunque le cisterne che riforniscono Ast di Argon sono inferiori rispetto alla programmazione. Ast tra l’altro ha contratti annuali con i fornitori e i flussi sono pianificati nell’arco di dodici mesi. La produzione locale della Linde copre il 25-30 per cento dell’assorbimento e serve a compensare le oscillazioni di consumo legate alla tipologia di acciaio.
Le Rsu La fermata dei due forni non è andata giù però alle Rappresentanze sindacali unitarie, che hanno subito chiesto un incontro ai vertici aziendali per fare il punto della situazione. La principale preoccupazione delle Rsu è quella di andare incontro ad un calo della produzione, che potrebbe incidere nei volumi.
Nessun disservizio L’azienda però ribadisce che non c’è stato alcun disservizio negli approvvigionamenti, quanto invece una riduzione di Argon in tutta Europa. L’Argon, che è un sottoprodotto della distillazione dell’aria che viene trainata e governata dalla domanda di ossigeno, in questo momento scarseggia proprio perchè si vende e si produce meno ossigeno. In più, a peggiorare la situazione, anche il fatto che ben tre impianti in Germania per la sua produzione sono al momento bloccati per manutenzione. Al momento tutti e tre i fornitori di Ast avrebbero problemi a rispettare gli impegni, anche se, secondo i calcoli Ast, a metà dicembre la produzione del gas dovrebbe tornare ai livelli normali e dunque a gennaio il problema dovrebbe rientrare.
