La Camera di commercio di Terni

Positivo il bilancio delle imprese in provincia di Terni al secondo trimestre dell’anno, pubblicato dalla Camera di Commercio. In termini numerici il trimestre primaverile ha visto nascere 420 aziende a fronte di 202 che hanno chiuso i battenti. Il saldo è dunque ampiamente positivo per 218 nuove imprese. Buona performance di questo secondo trimestre anche su base congiunturale. Il primo trimestre dell’anno infatti aveva chiuso con una perdita netta di 120 aziende. E a livello nazionale Terni si piazza al terzo posto proprio per tasso di crescita imprenditoriale che arriva a sfiorare l’1%, (0,99%), mentre l’Umbria si ferma a 0,71%.

Indicatori positivi Gli indicatori sulla vitalità del sistema imprenditoriale segnalano che le nuove nate sono concentrate nel commercio (62), costruzioni (45) e settore agricolo (39). Nonostante il dinamismo del settore, anche nel secondo trimestre dell’anno, resta negativo il saldo per il commercio, anche se decisamente più contenute risultano le cessazioni d’impresa (71 chiusure a fronte delle 139 registrate nei primi tre mesi dell’anno). Il saldo tra aperture e cessazioni registrato dal territorio provinciale ternano è in linea con il trend positivo registrato nello stesso trimestre in Umbria che tra aperture e chiusure di attività registra un saldo positivo per 914 unità. A livello regionale si registrano tuttavia 63 imprese che hanno aperto una procedura fallimentare.

Imprese artigiane Bilancio lievemente positivo per le imprese artigiane. Al 30 giugno risultano iscritte al registro camerale 4.973 imprese. Le iscritte nel trimestre di riferimento sono state 114, le cessate 92. Tra i settori più colpiti, quello delle costruzioni che pur registrando un saldo positivo perde 47 aziende tra aprile e giugno (54 nuove). Il settore dell’industria in senso stretto tiene con 19 nuove aziende e 12 cessazioni.

Parla il presidente «La fotografia sull’economia locale che ogni trimestre ci consegna Movimprese rivela un territorio in difficoltà, ma nel secondo trimestre il saldo tra le nuove imprese nate e quelle cessate è positivo. E’ presto per parlare di inversione di tendenza – sottolinea il presidente dell’ente camerale, Giuseppe Flamini – per incidere con una ripresa strutturale occorrono politiche di sostegno alle imprese, a cominciare da una riduzione della tassazione e da una agevolazione nell’accesso al credito. Non dimentichiamo che il tessuto imprenditoriale della nostra provincia è fatto principalmente da piccoli imprenditori  e sono loro quelli che stanno pagando il prezzo più alto alla crisi, basti pensare al commercio e all’edilizia alle prese con pesanti rincari fiscali».

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