di Chiara Fabrizi
Il mandato del Rettore dell’Università di Perugia Francesco Bistoni terminerà tra tre mesi e mezzo, il 31 ottobre 2012. E non il 31 ottobre del 2013 come, invece, sostenuto dal Decano, il professore Antonio Pieretti, in una nota. A stretto giro, dunque, l’Università degli Studi di Perugia dovrà dotarsi di un regolamento generale contenente norme specifiche, e attuative del nuovo Statuto, in materia di elezione del Rettore. Per il Tar dell’Umbria «il testo della legge è chiaro»: spazi per attuare la cosiddetta proroga-bis non ce ne sono. Ergo: lunedì pomeriggio i giudici amministrativi hanno accolto il ricorso del professore Mauro Volpi, ordinario di diritto costituzionale, e, contestualmente, annullato l’atto del Decano. Ma il Rettore Bistoni avrebbe già fatto sapere che l’Università si appellerà al Consiglio di Stato.
Il Tar dell’Umbria: «Legge chiara, niente proroga bis» La pronuncia del Tar, inutile dirlo, è stata accolta con enorme soddisfazione dai tanti docenti e ricercatori che negli ultimi mesi si sono spesi nelle piazze e negli ambienti accademici per dare battaglia alla cosiddetta proroga-bis. Anche perché la sentenza formulata lunedì pomeriggio dai giudici amministrativi di Perugia contrasta in pieno con la sospensiva accordata, in via cautelare, dal Tar dell’Abruzzo sul ricorso presentato dal ministro dell’Università Francesco Profumo. Il ministro ha impugnato il decreto con cui l’Università dell’Aquila ha indetto le elezioni del nuovo Rettore. La pronuncia è attesa.
La guerra interpretativa Al centro della battaglia amministrativa, che coinvolge diversi atenei, c’è la «riforma Gelmini» del sistema universitario, la legge 240 del 2010. In particolare, è sulle proroghe dei mandati dei Rettori che si concentra la guerra interpretativa. Tutto gira intorno all’adozione delle nuove norme statutarie a partire dalla quale, questo il punto, la legge definisce la proroga dell’incarico del Rettore fino «alla scadenza dell’anno accademico successivo». Il terreno di scontro è relativo a quale adozione, la prima o la seconda, prendere a riferimento.
Gli effetti sulla proroga La differenza è sostanziale. Nel caso di Perugia la prima adozione del nuovo Statuto risale all’ottobre 2011 fissando la scadenza della proroga del Rettore al 31 ottobre 2012, per l’appunto la fine dell’anno accademico successivo. Se a riferimento venisse, invece, presa la seconda adozione, datata maggio 2012, il Rettore rimarrebbe in carica fino al 31 ottobre 2013. Per il Tar dell’Umbria (presidente Carlo Luigi Cardoni, consiglieri Pierfrancesco Ungari e Stefano Fantini), però, dubbi interpretativi non ce ne sono: «la legge è chiara» e impone come riferimento temporale la prima adozione della norme statutarie e non la seconda.

