Cardarelli, Fiaschini, Sapori, Esposito e Micheli (foto Fabrizi)

di Chiara Fabrizi

È operativo da lunedì mattina il nuovo Centro trasfusionale dell’ospedale di Spoleto dove per il taglio del nastro è arrivato anche il direttore generale dell’Asl 2, Imolo Fiaschini, al suo fianco il sindaco Fabrizio Cardarelli: «Mi auguro – ha detto il primo cittadino – che la nuova sede di questo servizio rappresenti un segnale per la riaffermazione del San Matteo nella sua completezza, entro breve analizzeremo i frutti del lavoro avviato dai saggi di Spoleto e di Foligno».

Nuovo centro trasfusionale Inaugurata dal direttore sanitario Luca Sapori e dalla dottoressa Marta Micheli, responsabile del Centro trasfusionale, la nuova sede si trova al pianterreno del nosocomio ed è stata finanziata per circa 251 mila euro con fondi ministeriali: «I lavori sono stati progettati anni fa e ci è voluto tempo prima di riuscire a farli partire, tuttavia gli interventi una volta iniziati – ha detto il dg Fiaschini – siamo riusciti a portarli a termine piuttosto speditamente. Ora abbiamo nuovi locali realizzati seguendo gli standard previsti per l’accreditamento, quindi i più elevati». A entrare nel dettaglio è stata la dottoressa Micheli: «Fino a venerdì avevamo una piccola sede, stamattina invece godiamo di spazi ben più ampi con una sala d’attesa che assicura ai donatori la privacy prevista nella fase di compilazione del questionario, c’è poi la sala infermiere per il primo prelievo con relativo emocromo immediato e altri controlli di routine, come la pressione. Poi c’è la sala del medico per l’anamnesi, la sala salassi e infine l’area ristoro dove il donatore deve restare un quarto d’ora per il controllo medico».

Cardarelli: «Sia segnale per riaffermazione ospedale» Soddisfatto il sindaco Cardarelli: «I nostri donatori si sono guadagnati questa sede e per la loro preziosa attività migliore investimento non poteva essere fatto. Colgo questo intervento come un segnale che dovrà avere riverberi positivi per il futuro del nostro ospedale, che deve essere salvaguardato e potenziato. In questo senso – ha proseguito il primo cittadino – stiamo lavorando con Foligno attraverso i saggi in un’ottica di collaborazione che muove dalla convinzione che saremo vincenti soltanto se accetteremo la complementarità dei nostri ospedali. A breve – ha concluso – dovremmo conoscere il lavoro fin qui svolto dai nostri saggi (Laureti, Esposito ed Ercolani, ndr)». Ha parlato di «un intervento che assegna ancor maggiore responsabilità all’Avis» il presidente della sezione spoletina, Sergio Grifoni, che ha ricostruito la storia del servizio: «Quello di Spoleto è stato il primo Centro trasfusionale dell’Umbria istituito con un ‘raid’ al ministero della Salute dall’allora presidente Avis, Paolo Piacenti, scomparso nel 1963 quando a prendere in mano le redini del progetto sono stati don Vittorio Giustini, Loreto Luchetti e Carlo Alianti che sono riusciti a farlo entrare in funzione il 30 dicembre 1963, nonostante l’opposizione di Foligno».

Cardiologia, parto analgesia e saggi Ma al di là del Centro trasfusionale il dg Fiaschini ha fornito rassicurazioni sulla carenza di personale patita in Cardiologia e sul futuro del parto analgesia, servizio al momento non disponibile al San Matteo: «In Cardiologia abbiamo perso una dottoressa e forse a breve ne perderemo un’altra, ma riusciamo a risolvere col nuovo avviso a cui hanno risposto dodici professionisti, due dei quali saranno assegnati a Spoleto. Entro un mese – ha proseguito – avremo un organico di nove unità sei delle quali potranno fare le guardie (notte e festivi, ndr). Stessi tempi anche per rinforzare il reparto di Anestesia e Rianimazione con un altro medico così da garantire il servizio di parto analgesia a Ostetricia e Ginecologia. In questo caso stanno scadendo i termini per la presentazione delle domande, ma ripeto anche qui nel giro di un mese dovremmo risolvere entrambe le carenze». Sul lavoro dei saggi, il dg Fiaschini ha detto:  «Li abbiamo incontrati insieme, sia quelli di Foligno che quelli di Spoleto, perché naturalmente avevano bisogno di dati su cui lavorare e glieli abbiamo consegnati alla presenza dell’assessore regionale Luca Barberini e delle due amministrazioni comunali, non appena avranno pronto il documento – ha concluso – lo analizzeremo insieme verificando se collima con le nostre ipotesi, ma devo dire che sono abbastanza ottimista sulla tipologia di percorso scelto che se dovesse funzionare – ha concluso – potremmo anche calarlo in altri territori».

@chilodice

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