Scalinata piazza Pianciani (foto Fabrizi)

di C.F.

È allarme per la scalinata monumentale di piazza Pianciani, vertice in Soprintendenza. Dopo il cedimento nei giorni scorsi di una colonnina e l’esclusione dell’ipotesi danneggiamento per mano di vandali, l’assessore ai lavori pubblici Angelo Loretoni ha compiuto un sopralluogo insieme ai tecnici del Comune di Spoleto per valutare preliminarmente le condizioni dell’opera realizzata nel 1923 dall’architetto Ugo Tarchi.

La colonna trovata a terra: fotogallery
Il busto di Pianciani abbandonato

Allarme per la scalinata di piazza Pianciani Come visibile, infatti, è stata rilevata l’instabilità di diversi elementi architettonici, in particolare delle colonnine della balconata semicircolare centrale che, per intendersi, al semplice tocco dondolano visibilmente. Il rischio di nuovi cedimenti, dunque, non è così remoto tanto che venerdì del fatto è stata informata la Soprintendenza con cui la prossima settimana è in programma un incontro per definire le modalità d’intervento che verosimilmente dovranno ripristinare la malta, saltata in più punti. La colonnina ceduta negli ultimi giorni, ma anche le altre due già rimosse l’inverno scorso sono state affidate all’Ase che al momento le custodisce nella sede di San Nicolò in attesa che con gli esperti vengano definite le modalità di intervento per la messa in sicurezza della scalinata monumentale, recentemente al centro di una ripulitura autorizzato dalla Soprintendenza e realizzato con la formula della sponsorizzazione privata da una ditta locale di pulizie.

Vertice in Soprintendenza e chiusura L’operazione , eseguita con lance che hanno sparato acqua per rimuovere lo sporco accumulatosi in qualche decennio, è stato contestato da diversi addetti ai lavori che hanno stigmatizzato le modalità giudicandole troppo aggressive e inadeguate a un’opera in travertino di quasi un secolo su cui si sarebbe dovuto procedere con un restauro eseguito da personale specializzato. L’assessore Loretoni sentito in questo senso si difende: «Escludo qualsiasi tipo di collegamento perché – dice – anche prima del trattamento è stato riscontrato il cedimento di due colonnine, più una terza che si è spezzata nel mezzo». Per molti sarebbe necessario fin da ora procedere alla chiusura della scalinata, evitando così il rischio connesso al cedimento delle colonnine instabili e quelli conseguenti per l’incolumità dei passanti: «Non credo – è invece la posizione dell’assessore – che sia necessario transennare la scalinata monumentale, magari sarà sufficiente interdire il transito per la durata dei lavori».

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