di Chiara Fabrizi
In Umbria il 2020 per la qualità dell’aria inizia con una raffica di sforamenti. Sì, perché quasi tutte le stazioni urbane dell’Arpa il primo gennaio (ultima rilevazione disponibile) hanno fatto registrare livelli di pm10 oltre la soglia di legge. Il record di smog arriva da Terni, precisamente dal quartiere Le Grazie, dove la centralina ha fatto registrare 128 microgrammi per metro cubo (µg/m3) a fronte di un dato medio sulle 24 ore che non dovrebbe superare quota 50.
Smog, prima raffica di sforamenti Il secondo dato più pesante, comunque, arriva da Foligno dove la stazione di Porta Romana ha rilevato un livello di polveri sottili a tre cifre (111). Dati pesanti, comunque, anche dagli altri due quartieri della Conca monitorati dall’Arpa, ossia Borgo Rivo e Carrara (entrambe 109). Non va meglio per le centraline industriali di Terni, entrambe con bollino rosso, ossia Prisciano (82) e Maratta (92). Pm10 fuorilegge anche a Perugia, dove il primo giorno dell’anno il maggior livello di smog si è registrato a Ponte San Giovanni (76), poco meno a Fontivegge (72) e più vicino alla soglia di legge la zona di Parco Cortonese (62). Male anche Città di Castello che sfiora un livello di polveri sottili pari al doppio del consentito (94), Narni dove lo sforamento è sostanzioso ma più contenuto che altrove (84) e Gubbio con la stazione di piazza Martiri (79). Appena oltre il limite fissato dalla norma, invece, la rilevazione di Magione (58), mentre gli unici i centri a iniziare il 2020 con pm10 entro i limiti sono Amelia (27) e Orvieto (19). Spoleto è senza smog per la rilevazione urbana di piazza Vittoria (28), ma è oltre soglia in quella industriale di San Martino in Trignano (57).
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