di Chia.Fa.

Costituito il comitato istituzionale per l’Umbria e l’ufficio speciale per la ricostruzione. C’è stata la formalizzazione dei due organismi ma anche l’illustrazione dettagliata dei prossimi passi da compiere per far entrare la ricostruzione nella fase operativa, al centro dell’incontro andato in scena martedì in Regione dove la presidente e vicecommissario straordinario, Catiuscia Marini, ha incontrato prima i sindaci dei quattordici Comuni dell’area interna Valnerina e, successivamente, i sindaci delle altre città dell’Umbria che hanno subito ‘danni puntuali’ a seguito del sisma del 24 agosto scorso. In questo senso durante il question time di martedì in consiglio regionale, il M5s ha chiesto lumi sull’esclusione di Spoleto e Foligno dall’elenco dei comuni umbri con la Marini che ha risposto: «Il governo risarcirà tutti i danni provocati dal terremoto». Ma andiamo con ordine.

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Primi passi verso ricostruzione Affiancata dall’assessore regionale Antonio Bartolini e dal responsabile della protezione civile, Alfiero Moretti, la Marini ha affermato: «Oggi formalizziamo il comitato istituzionale per l’Umbria, l’organismo previsto dall’articolo uno del decreto terremoto che costituisce la ‘governance’ della ricostruzione nella nostra regione». Del comitato presieduto dal presidente della Regione in qualità di vicecommissario alla ricostruzione, quindi dalla Marini, fanno parte i presidenti delle Province interessate e i quattordici sindaci dell’area interna Valnerina. Sempre nella giornata di martedì la giunta regionale ha provveduto a definire l’ufficio speciale per la ricostruzione anch’esso previsto dal decreto, che avrà due sedi territoriali, una al Centro regionale di protezione civile a Foligno e l’altra a Norcia. «Questo ufficio, che si occuperà esclusivamente della ricostruzione conseguente al sisma 2016 – ha sottolineato la presidente – avrà al vertice un coordinatore e si articolerà in due servizi, uno deputato alla ricostruzione privata e l’altro a quella pubblica. Per quanto riguarda la dotazione organica la struttura potrà contare su personale comandato dalla Regione e dai Comuni che dovranno mettere a disposizione personale tecnico amministrativo tecnico e individuare un referente tecnico che farà da interfaccia con i sindaci di riferimento per quanto riguarda le diverse questioni da affrontare».

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L’ufficio speciale Ma non solo. Ai dipendenti degli enti locali si aggiungerà inoltre il personale assegnato dal governo tramite il commissario straordinario, per l’Umbria dovrebbe attestarsi sulle 40 unità. La dotazione e le funzioni dell’ufficio speciale per la ricostruzione saranno regolate da una convenzione con il singolo Comune. «L’istituzione di questi organismi – ha concluso Marini – rappresenta un passaggio fondamentale per l’avvio di una ricostruzione che prevede procedure informatizzate e più snelle in un quadro di assoluta trasparenza e cooperazione». Nell’illustrare i compiti degli uffici per la ricostruzione Alfiero Moretti ha evidenziato come «a queste strutture competano, tra l’altro, la pianificazione urbanistica connessa alla ricostruzione, l’istruttoria per il rilascio delle concessioni di contributi e tutti gli altri adempimenti relativi alla ricostruzione privata». Ad essi inoltre spetta la diretta attuazione degli interventi di ripristino o ricostruzione di opere pubbliche e dei beni culturali, ma anche il ruolo di uffici di supporto e gestione operativa a servizio dei Comuni anche per i procedimenti relativi ai titoli abilitativi edilizi. La competenza ad adottare l’atto finale per il rilascio del titolo abilitativo edilizio resta comunque in capo ai singoli Comuni. Infine presso ciascun ufficio speciale per la ricostruzione verrà costituito uno Sportello unico per le attività produttive (Suap) unitario per tutti i Comuni coinvolti.

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Dal Miur 15,6 mln per scuole in zona terremoto Il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, ha annunciato lo stanziamento di 15,6 milioni di euro per le scuole dei Comuni toccati dal terremoto. Edilizia in primo piano con 3,5 milioni di euro stanziati per finanziare indagini diagnostiche sugli elementi strutturali e non strutturali dei solai e controsoffitti delle scuole. Più 4,1 milioni per interventi di carattere strutturale e di adeguamento a norma degli edifici scolastici più colpiti dal sisma. Altri 3,8 milioni di euro serviranno per interventi di adeguamento sismico delle scuole delle quattro regioni colpite dal sisma (fondi ex Protezione Civile). Sul fronte dell’offerta formativa, gli oltre 4,2 milioni assegnati saranno così ripartiti: 1,7 milioni saranno utilizzati per continuare a garantire il regolare svolgimento delle attività didattiche curricolari ed extra curricolari, trasporti scolastici, allestimento e arredo delle aule e degli ambienti supplementari, libri di testo e materiale didattico anche digitale, servizi di refezione, servizi di accessibilità per alunni e studenti disabili. Con 1,6 milioni saranno finanziati interventi integrativi al programma nazionale “La Scuola al Centro” (apertura pomeridiana delle scuole) nelle regioni colpite dal sisma. Altri 600 milaeuro saranno utilizzati per la realizzazione di progetti per ripristinare l’attività didattica ordinaria e ridurre il disagio sociale. I restanti 350 mila euro verranno impiegati per un piano di attività motorie, la partecipazione ai campionati studenteschi, ai mondiali International School Sports Federation e per l’acquisto di arredi o attrezzature per le attività sportive.

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Spoleto e Foligno esclusione cratere I consiglieri regionale del M5s, Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari, nell’ambito della seduta dedicata al question time hanno chiesto alla presidente Marini se intende chiedere «l’allargamento dell’area del cosiddetto ‘cratere’, considerando i grandi danni già emersi tra lo Spoletino e il Folignate. Al 27 settembre – hanno rimarcato gli interroganti -, secondo notizie di stampa, gli edifici parzialmente o totalmente inagibili assommavano a ben 150 soltanto a Spoleto su appena 400/500 sopralluoghi rispetto ai 1.500 richiesti». La Marini, dopo aver definito il decreto terremoto «il miglior provvedimento che un governo italiano abbia fatto per gestire l’emergenza sisma perché garantisce una copertura finanziaria completa su tutti gli interventi di ricostruzione», ha risposto: «Il governo ha abbandonato la scelta del cratere optando invece per la copertura di tutti i danni in qualunque punto del territorio e ha scelto la strada dell’area interna, che noi condividiamo, ai fini anche del rilancio produttivo e turistico con le misure adottate. Tutti i danni segnalati sono oggetto della ricostruzione».

@chilodice

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