di Ivano Porfiri
Il Consiglio di Stato boccia i nuovi prelievi chiesti dalla Idrea Rocchetta. Con una sentenza che conferma quanto sostenuto dal Tar, l’organo amministrativo di secondo grado dà ragione al Comune di Nocera Umbra e al Comitato per la difesa del Rio Fergia.
Bocciato il ricorso Come anticipato dal Messaggero, il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso presentato dalla Idrea srl contro la decisione del Tar del 2008 che aveva detto no alla richiesta di nuovi attingimenti nell’ambito della sorgente Boschetto, che alimenta il Rio Fergia, che a sua volta si getta nel Caldognola, per poi finire nel Topino. Vincitori della contesa sono il Comitato per la difesa del Rio Fergia, che da anni si batte contro gli attingimenti, e il Comune di Nocera Umbra.
La vicenda La Rocchetta ha ottenuto nel 2005 una concessione dalla Regione di ricercare nuove fonti in zona Boschetto. Nel settembre 2006, la Idrea srl (dello stesso gruppo) ha ottenuto sempre dalla giunta regionale la concessione per lo sfruttamento di acqua minerale, appunto mediante l’utilizzazione del “Pozzo Corcia” o “Pozzo Idrea” (che era stato scavato da Rocchetta in base al suddetto permesso di ricerca). La concessione avrebbe avuto una estensione di 290 ettari, una durata di 30 anni e sarebbe stata riferita al prelievo di una quantità massima di acqua pari a 7 l/s nei mesi di agosto, settembre ed ottobre, e a 12 l/s nei restanti mesi. Il rilascio della concessione era subordinato tra l’altro al fatto che nel Programma Generale dei Lavori fosse prevista la realizzazione, a carico del concessionario, dello snodo ferroviario di collegamento tra lo stabilimento Rocchetta e la stazione di Gualdo Tadino, nonché il finanziamento di interventi di tutela della qualità delle acque, comprensivi della riqualificazione ambientale del Rio Fergia e della Frazione Boschetto.
Scattano i ricorsi Il Comune di Nocera Umbra e il Comitato Rio Fergia innescano una lunga battaglia legale, iniziata con una lettera al Presidente della Repubblica e terminata con il ricorso al Tar che ha dato loro ragione. Confermato ora dal Consiglio di Stato. Tra i motivi del ricorso, anche pesanti rilievi all’operato della Regione, che avrebbe disatteso alcune indicazioni sull’assetto idrogeologico dell’area. Nel mirino anche il legame societario tra Rocchetta e Idrea.
La sentenza del Tar Quindi il Tar ha accolto i due ricorsi per i seguenti motivi: incompetenza della Giunta e violazione dei principi generali in materia di distinzione tra l’attività di indirizzo politico-amministrativo e quella di gestione, per avere la Giunta regionale, in occasione della propria deliberazione n. 1654/2006, puntualmente individuato tutti i contenuti della futura concessione, esaurendo così ogni potestà decisionale del dirigente; omessa effettuazione della valutazione di compatibilità ambientale della concessione; inadeguata valutazione dell’importanza dell’intervento nell’economia locale e regionale, anche alla luce del valore della risorsa pubblica concessa; carente valutazione dell’idoneità tecnico-economica della società richiedente.
Il nodo investimenti: gran parte in pubblicità Ma soprattutto nel mirino è finita l’inadeguatezza degli investimenti in cambio della risorsa pubblica per eccellenza a fronte delle ricadute sul piano dell’economia regionale che tali fondi doveva portare. Il Consiglio di Stato dà in toto ragione al Tar. Anche dove, a fronte degli investimenti previsti dalla concessione della Regione ai nuovi attingimenti, i giudici scrivono: «Poste tali premesse, il primo Giudice ha notato come le censure sollevate dal Comune di Nocera Umbra evidenziassero che la gran parte degli investimenti proposti non aveva una ricaduta diretta ed apprezzabile sull’economia locale. Dalla ricorrente in prime cure era stato infatti sostanzialmente osservato quanto segue. Gli interventi indicati nel programma ammontano nominalmente, nel quinquennio, a 45 milioni di euro. Tuttavia, occorre considerare che, di questi, 30 milioni di euro sono destinati alla pubblicità; 2 milioni alla bretella ferroviaria, che interessa esclusivamente lo stabilimento Rocchetta-Idrea; 9 milioni alla realizzazione di due nuove linee di imbottigliamento; 2,5 milioni ai lavori minerari (di cui soltanto 450.000 per interventi di tutela della qualità delle acque). Pertanto, l’impatto positivo per l’economia della Regione deve essere assai ridimensionato, e comunque è sperequato al valore della risorsa pubblica concessa. Anche la creazione di 40 posti di lavoro (tra cui 20 indiretti, compresi i trasportatori) comporta livelli occupazionali proporzionalmente assai più bassi di quelli assicurati nella Regione dagli altri operatori del settore, e comunque appare inadeguata rispetto al valore della risorsa pubblica».
Le ragioni di Idrea bocciate E, al rilievo opposto da Idrea che la Regione avrebbe ben ponderato la contropartita all’attingimento di acqua, il Consiglio di Statoi replica: «In contrario è agevole osservare che quella che viene qui in esame è discrezionalità amministrativa, e non tecnica, poiché si tratta non tanto di applicare regole o nozioni tecniche specifiche, quanto di ponderare comparativamente tra loro diversi interessi pubblici; e va soprattutto ribadito che nell’atto dirigenziale impugnato (come pure nel suo procedimento) è mancata, appunto, l’occorrente valutazione comparativa degli interessi medesimi, i quali avrebbero dovuto formare oggetto di apprezzamento, naturalmente, nella loro reale consistenza, giusta le obiezioni comunali esposte poco sopra». Ne deriva una bocciatura su tutti i fronti.
Vinti: ora chiudere i pozzi «La sentenza del Consiglio di Stato che ha respinto il ricorso dell’Idrea-Rocchetta di aprire nuove linee per la commercializzazione delle acque minerali scrive la parola fine su una battaglia del Comitato Rio Fergia di Boschetto che il gruppo regionale del Prc e la segretaria regionale ha sempre sostenuto fuori e dentro il Consiglio regionale»: lo sottolinea Stefano Vinti, segretario regionale del Prc Umbria. «Ora dopo la sentenza – afferma Vinti in una nota – è necessario chiudere i pozzi una volta per sempre. Anche da questa vicenda prendiamo spunto per salvaguardare l”acqua quale bene comune e per avviare finalmente la ripubblicizzazione del ciclo delle acque in Umbria».
Smacchi: applicare la sentenza A commento della sentenza, il consigliere Pd Smacchi chiosa: «La sentenza del Consiglio di Stato va rispettata come tutte le sentenze». Quindi, «credo sia necessario non farsi prendere a caldo da eccessivi entusiasmi, né da atteggiamenti ipercritici», ma «la cosa più opportuna in questo momento credo sia quella di attendere il testo del deliberato del Consiglio di Stato rispetto all’annullamento, da parte del Tar, della determinazione dirigenziale 25 maggio 2007, numero 4860, pubblicata nel Bollettino ufficiale della Regione Umbria il 27 giugno 2007, ed a quel punto intraprendere tutte le iniziative istituzionali tese al rispetto letterale della sentenza stessa. L’unica cosa da evitare sono le contrapposizioni, che non hanno più motivo di esistere ma, con senso di responsabilità, occorre agire nel rispetto di una sentenza che può piacere o meno ma che va applicata senza alcuna esitazione».
Dottorini: la Regione chieda scusa Soddisfazione viene espressa anche da Oliviero Dottorini, capogruppo dell’Italia dei Valori in Consiglio regionale, che invita a «trarre lezione da questa vicenda che ha visto contrapposta per lunghi anni la Regione alle popolazioni locali. Oggi, aggiunge Dottorini, quelle popolazioni meriterebbero delle scuse ufficiali da parte di chi ha tentato in tutti i modi di imporre loro deliberazioni che andavano contro il buon senso, prima ancora che contro la legge. La soddisfazione del comitato, degli ambientalisti e di chi ha sostenuto le ragioni della popolazione del Rio Fergia è comprensibile – conclude Dottorini -. La politica e le istituzioni adesso devono ricreare un clima di serenità e confronto. Noi torneremo a chiedere di ridiscutere la nostra proposta, bocciata in sede di discussione di Dap, di aumentare i canoni di concessione per le aziende che imbottigliano, adeguandoli almeno a quelli delle regioni con legislazioni più avanzate della nostra».


Video interessante sulla questione Rio Fergia a Tetris (La7):
http://www.la7.it/tetris/pvideo-stream?id=70597