di M.C. e C.F.
«Si è rotto il patto di condivisione». Così le funzioni pubbliche delle tre maggiori sigle sindacali intervengono sulla riforma delle Province, che martedì ha vissuto una giornata agitata soprattutto dopo l’assemblea dei lavoratori dell’ente ternano convocata a causa della messa in mobilità di 15 agenti della polizia provinciale. E da quel tavolo emerge anche diffida dei dipendenti della Provincia di Terni nei confronti dell’amministrazione. Sul caso intanto intervengono anche Lega Nord e Movimento Cinque stelle tramite una nota dei capigruppo regionali: «Aspettiamo risposte dalla legge di Stabilità».
Assemblea calda a Terni Intanto martedì mattina a Terni i lavoratori dell’ente si sono riuniti per affrontare l’iscrizione al portale della mobilità degli agenti: «Preoccupazione e contrarietà alla decisione dell’amministrazione di collocare i 15 dipendenti della polizia provinciale nel portale nazionale». L’assemblea ha, poi, ribadito le linee contenute nel documento sindacale di pochi giorni fa dove si dichiarava che «l’amministrazione ha operato in assenza di una dotazione organica che disegni il futuro assetto organizzativo con le relative funzioni e in violazione del dettato normativo di cui all’articolo 5 della legge 125 del 2015, nonché del relativo accordo sottoscritto in conferenza unificata lo scorso 5 novembre». Inoltre i lavoratori della Provincia di Terni hanno dato mandato a Rsu e sindacati di inoltrare apposita diffida all’amministrazione di palazzo Bazzani, mentre della vicenda è stata formalmente informata anche la prefettura.
Sindacati umbri: «Rotto patto di condivisione» Ma a prendere posizione sulla piega che la riforma degli enti provinciali sta assumendo sono direttamente le segreterie regionali della funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil: «Sono trascorse alcune settimane – scrivono in una nota – dalla firma dell’accordo che ha definito il passaggio delle funzioni delegate e del personale dalle Province alla Regione e ad alcuni enti regionali. Un accordo importante, che garantisce la ricollocazione di 238 persone, ma che tuttavia lascia insolute una serie di questioni, a cominciare dall’incertezza sulla chiusura dei bilanci degli enti, a scadenza 30 novembre, che rappresenta un passaggio fondamentale per la garanzia della continuità dei servizi».
La mobilità Inevitabilmente il riferimento all’iscrizione al portale della mobilità degli agenti della polizia provinciale: «Abbiamo inoltre appreso che ieri, 16 novembre, sono stati caricati nel portale i nominativi del personale della polizia provinciale, contro il parere delle Rsu e senza alcun confronto nel tavolo della governance, decidendo così di rompere quel percorso di condivisione e collaborazione avviato. Ribadiamo – è la conclusione – la nostra contrarietà a tale atto unilaterale che riteniamo inaccettabile e incomprensibile, oltreché irrispettoso del protocollo firmato solo a luglio scorso, mentre continua a preoccuparci il silenzio rispetto al percorso individuato per la formazione e i centri per l’impiego, servizi fondamentali per i giovani e i cittadini».
Lega e Grillini Sul caso con una nota congiunta intervengono anche Emanuele Fiorini e Andrea Liberati, capigruppo regionali rispettivamente di Lega Nord e Movimento Cinque Stelle. «Tale decisione (la mobilità, ndr) potrebbe essere la premessa di un futuro incerto per il personale della polizia provinciale, in quanto ne risulterebbe messa a rischio la loro condizione personale, professionale e lavorativa, per non parlare poi delle ricadute che questa scelta produrrebbe sul territorio in termini di tutela ambientale. Volevamo portare la questione all’ordine del giorno dei lavori dell’assemblea regionale, tuttavia tale iniziativa è stata congelata a seguito delle notizie diffuse dall’assessore Antonio Bartolini, il quale ha rassicurato i consiglieri sul personale di polizia provinciale, nei cui confronti, in queste ore, il governo sembra stia provvedendo tramite un emendamento in finanziaria. Ciò manterrebbe integri i corpi di polizia provinciale dell’Umbria dopo tante promesse disattese dalla Regione e dall’amministrazione statale, ora attendiamo i fatti».
Forza Italia Sulla processo di riforma delle Province è intervenuta anche Forza Italia con una nota firmata dal capogruppo Provincia civica, Sergio Bruschini: «È ora che anche i consigli delle due Province facciano sentire il loro peso. La situazione dei bilanci e delle risorse per chiuderli entro il 30 novembre, la non riallocazione del personale del corpo di polizia provinciale e dei centri per l’impiego, nonché una ancora fumosa indecisione da parte dei comuni circa le loro responsabilità in ordine agli impegni sulle riallocazioni impongono una discussione politica partecipata anche chi nei consigli svolge un ruolo comunque di rappresentanza. È vero che ormai si è voluto svuotare di ogni potere questo istituto, ma è pur altrettanto inconfutabile che ancora un compito se non altro di orientamento e di indirizzo persiste. Per che concerne il mio impegno – scrive Bruschini – è quello dei colleghi della minoranza in consiglio provinciale chiediamo ai due presidenti l’immediata convocazione di un’assise congiunta a Terni ove sia fatta chiarezza e si ascoltino le posizioni politiche di tutte le forze rappresentate con la partecipazione aperta anche delle rappresentanze sindacali». Sergio bruschini capogruppo PROVINCIA CIVICA
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