di Maurizio Troccoli

In Umbria sono undici i Comuni che hanno ottenuto il finanziamento del bando nazionale “Bici in Comune”, il programma promosso dal ministro per lo Sport e i giovani con il supporto di Sport e salute e Anci, finalizzato a sostenere la mobilità ciclabile e il cicloturismo nei territori italiani. Le risorse complessive per la regione si attestano intorno ai 700 mila euro, all’interno di un quadro nazionale che ha visto la candidatura di quasi duemila comuni e il finanziamento di poco più di duecento progetti. La distribuzione delle risorse conferma un’impostazione fortemente orientata ai territori diffusi e ai piccoli centri, che rappresentano la quota prevalente delle iniziative finanziate.

In Umbria i progetti ammessi coinvolgono i comuni di Perugia, Gubbio, Spoleto, Todi, Marsciano, Bevagna, Bettona e Montone in provincia di Perugia, oltre a Fabro, Giove e Montecchio nel territorio ternano. Si tratta in larga parte di realtà medio-piccole, con alcune eccezioni nei centri a maggiore vocazione turistica e culturale, che hanno costruito interventi legati alla mobilità dolce e alla valorizzazione dei percorsi locali.

Il bando “Bici in Comune” non finanzia grandi infrastrutture ma una combinazione di interventi diffusi che comprendono la messa in sicurezza di tratti esistenti, la realizzazione o il miglioramento di percorsi ciclabili locali, il potenziamento dei servizi di supporto come rastrelliere, bike parking e punti di manutenzione, oltre alla segnaletica e a strumenti digitali come mappe interattive. A questi si aggiungono attività educative e iniziative di promozione rivolte alle scuole e alle comunità locali.

In Umbria questa impostazione si traduce in una progettualità eterogenea ma coerente. A Perugia gli interventi riguardano il rafforzamento della rete ciclabile urbana e il collegamento tra centro storico e aree periferiche, con attenzione anche all’intermodalità e ai servizi per i ciclisti. A Gubbio e Spoleto la dimensione è prevalentemente turistica e culturale, con percorsi che mettono in relazione i centri storici con le aree naturalistiche e con la rete escursionistica già esistente, oltre al potenziamento dei servizi per la fruizione cicloturistica. A Todi il progetto si inserisce in una logica di rete territoriale che coinvolge l’area amerina e punta a collegare borghi e campagne attraverso itinerari condivisi tra più comuni. Marsciano partecipa a progettualità aggregate insieme ad altri centri della media valle del Tevere, con interventi orientati anche alla mobilità casa-scuola e alla riqualificazione di tratti già esistenti. Nei piccoli comuni come Bettona, Bevagna e Montone l’asse principale è invece quello del cicloturismo, con la valorizzazione dei percorsi tra borghi, colline e centri storici e l’introduzione di servizi dedicati ai ciclisti. Nei comuni del Ternano i progetti si concentrano su connessioni locali e itinerari di raccordo con la rete cicloturistica dell’orvietano e con i principali assi regionali e nazionali.

Il bando si innesta su una rete ciclabile regionale già presente ma ancora non completamente continua, che rappresenta uno degli elementi strutturali della mobilità dolce in Umbria. La ciclovia del Tevere, lunga circa 120 chilometri percorribili a tratti, costituisce l’asse nord-sud della regione, dal territorio di Città di Castello fino al confine con il Lazio, con livelli di infrastrutturazione ancora disomogenei. La Spoleto–Norcia, di circa 50 chilometri, è uno dei percorsi più noti a livello nazionale, ricavato da un’ex ferrovia e oggi completamente dedicato alla mobilità ciclabile e pedonale. La ciclovia Assisi–Spoleto, tra i 45 e i 50 chilometri complessivi a seconda delle varianti, collega due poli turistici e religiosi di primo piano e viene utilizzata sia per il cicloturismo sia per i cammini. L’anello del Trasimeno, lungo circa 58 chilometri, rappresenta invece uno dei percorsi più strutturati e continui della regione, completamente fruibile e tra i più frequentati. Accanto a questi assi principali si sviluppa una rete diffusa nell’area amerina e tuderte, composta da percorsi locali non sempre continui ma in progressiva connessione tra borghi, campagne e centri storici.

Nel complesso il quadro che emerge è quello di una regione che intercetta il bando soprattutto attraverso i piccoli comuni e una progettualità diffusa, con una forte concentrazione nella provincia di Perugia e una presenza più limitata ma significativa nel Ternano. Il modello che si consolida non è quello delle grandi infrastrutture urbane, ma quello della mobilità lenta nei territori diffusi, dove la bicicletta diventa soprattutto strumento di connessione tra borghi e leva di valorizzazione turistica.

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