di Iv. Por.
La parola d’ordine della riforma in atto delle Poste si chiama «postino telematico». Un portalettere dotato dei più moderni mezzi tecnologici, che si muova tra i numeri civici così come tra le caselle di posta elettronica. Un progetto di per sé anche affascinante, ma che in parallelo porta a un piano di chiusure di uffici postali che stanno sollevando un polverone in tutta Italia. In Umbria gli sportelli da eliminare dal 13 aprile sono 15 più altri 16 che vedranno ridotti i giorni di apertura (76 le chiusure in tre anni denunciate dai sindacati). La protesta delle Regioni, dopo il contatto tra Catiuscia Marini e Luisa Todini, è stata espressa direttamente all’amministratore delegato Francesco Caio da Sergio Chiamparino, presidente della Conferenza delle Regioni. Risultato: il piano resta, ma qualche limatina sarà possibile. E così il confronto si sposta a livello regionale.
I 33 UFFICI CHE CHIUDONO – MAPPA INTERATTIVA
La protesta e la risposta Chiamparino ha chiesto a Caio di «accompagnare il piano con la opportuna flessibilità e la presa in carico di qualche eccezione». Proposta che sarebbe stata accolta, tanto che lo stesso presidente del Piemonte chiarisce che «nuovi incontri con l’azienda ci saranno a livello regionale». Da parte sua Caio ha ribadito come «il piano è corretto e sviluppato nel pieno rispetto delle norme», ma anche «tenendo ben presenti le condizioni dei territori interessati e dei cittadini». L’ad ha precisato che l’azienda considera «una capillare presenza territoriale un elemento fondante del piano industriale di Poste italiane» nel pieno rispetto del servizio universale.
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Casciari: «Serve condivisione» All’incontro tra la Conferenza delle Regioni e Caio (c’eranche Luisa Todini) per l’Umbria è intervenuta la vicepresidente, Carla Casciari. «Ho evidenziato – riferisce – la necessità che questo processo di trasformazione sia accompagnato da momenti di condivisione dei vari passaggi a livello territoriale anche per far sì che i cittadini abbiano il tempo di acquisire un’adeguata conoscenza delle novità introdotte dal Piano, come quella della telematizzazione di molti servizi. Inoltre le Regioni auspicano l’allungamento dei tempi di attuazione del Piano, ritenendo troppo breve il tempo di 60 giorni previsto da Agcom».
Confronto in Umbria L’apertura ad aggiustamenti si allaccia all’incontro di una delegazione di Anci Umbria, composta dal presidente Francesco De Rebotti, il coordinatore dei Piccoli Comuni Giuseppe Chianella e il segretario generale Silvio Ranieri, a Firenze con il responsabile regionale della Direzione Umbria-Toscana di Poste italiane, Michele Deiana. De Rebotti ha ribadito la «assoluta contrarietà dei comuni della nostra regione al piano di ridimensionamento» sottolineando le notevoli difficoltà soprattutto per i piccoli centri e per gli utenti anziani. Chianella ha auspicato un coinvolgimento delle Amministrazioni interessate, per poter tenere conto delle differenti esigenze dei territori. Deiana si è dimostrato disponibile all’apertura di un confronto con Anci e Regione Umbria. L’incontro si è quindi concluso con l’individuazione di un primo appuntamento da tenersi nei primi giorni di marzo al quale parteciperanno Regione Umbria, Anci Umbria e Direzione Poste Italiane Umbria-Toscana per iniziare il percorso di confronto e concertazione.
