L’indagine Sodastream 2026 rileva che il 90 per cento degli italiani adotta buone pratiche idriche domestiche (+10 per cento sul 2025), con 9 su 10 che preferiscono la doccia al bagno e usano lavatrice-lavastoviglie solo a pieno carico.
In Umbria il quadro è simile per le abitudini casalinghe, ma le perdite idriche nelle reti comunali raggiungono il 49,7 per cento del volume immesso nel 2022, contro il 42,4 per cento nazionale e il 43,9 per cento del Centro. L’acqua pro-capite prelevata per uso potabile è di 349 litri al giorno per abitante, quinta regione in Italia dopo Puglia (110) e prima del Centro (425 litri).
Oltre l’82 per cento degli italiani chiude il rubinetto quando non serve (+34 per cento sul 2025) e il 56 per cento controlla costantemente gli impianti (+9 per cento), mentre solo il 20 per cento ha rubinetteria moderna. E’ quanto emerge dai dati dell’Osservatorio sugli usi e consumi idrici in casa, diffusi in occasione della Giornata mondiale dell’acqua 2026. L’84 per cento è pronto a cambiare abitudini contro la plastica monouso. Più virtuosi gli over 46 (70 per cento), meno i 25-35enni (63 per cento).
Emilia-Romagna guida le regioni al 80 per cento, seguita da Piemonte (78) e Lombardia (76 per cento). Umbra Acque punta a ridurre le perdite al 30 per cento entro il 2026, contro il 49,7 per cento attuale che vanifica i risparmi domestici. Solo il 16,2 per cento delle famiglie umbre è molto soddisfatto del servizio idrico nel 2023, contro il 21,5 per cento nazionale.
L’Italia consuma più acqua in bottiglia pro-capite d’Europa, con l’Umbria tra le regioni con concessioni a prezzi molto bassi (1 euro per milione di litri). Vale la pena ricordare anche in questa occasione come l’acqua che bevono gli umbri sia di buona qualità e sottoposta a studi e verifiche che vedono la nostra regione come anticipatrice sulle altre.
