di Daniele Bovi
Troncare, sopire. Lunedì intorno al tavolo del dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Simona Boarelli si sono seduti, oltre a quest’ultima, i genitori del consiglio di istituto del liceo Galilei di Perugia, al centro della bufera in questi giorni visto il prossimo commissariamento e lo scontro tra preside e altre componenti scolastiche. La parola d’ordine, stando a quanto filtrato, è non alimentare il polverone e agire con diplomazia. Al momento il problema minore sembra essere quello del piano annuale, la cui mancata approvazione lunedì scorso ha fatto esplodere il caso: tutto dovrebbe risolversi in tempi molto rapidi dato che il commissario, stando ai tempi fissati dalla legge, dovrebbe arrivare al massimo tra qualche giorno. Poi partiranno i controlli necessari, il piano sarà approvato e la scuola sostanzialmente andrà avanti come prima. Sul tavolo però, a quel punto, rimarranno tutti gli altri problemi sollevati in questi giorni da alcuni professori e dagli studenti che hanno partecipato all’assemblea di sabato.
PERCHÉ LA SCUOLA VIENE COMMISSARIATA
400 STUDENTI IN ASSEMBLEA: «PRESIDE INADEGUATA»
L’incontro Boarelli nel corso della lunga chiacchierata con i genitori del consiglio di istituto ha predicato discrezione e nessun ulteriore polverone per affrontare quelli che sono stati chiamati «problemi interpersonali» tra Nivella Falaschi e alcuni pezzi delle altre componenti scolastiche; questo perché di pubblicità non troppo positiva quello che è uno dei più prestigiosi licei dell’Umbria ne ha avuta già a sufficienza. Le ‘armi’ a disposizione non sono spettacolari: all’orizzonte non sembrano esserci provvedimenti eclatanti bensì calma, pazienza e diplomazia. Nel frattempo per mercoledì la preside ha convocato un’assemblea, che si terrà alle 17 all’aula magna dell’istituto «a seguito del susseguirsi di notizie e polemiche riguardanti la situazione finanziaria» della scuola. Falaschi scrive poi che è suo «preciso diritto-dovere discutere con gli insegnati, gli studenti e i loro genitori lo stato reale delle cose».
FOTOGALLERY: L’ASSEMBLEA DI SABATO
Polverone «Purtroppo – aggiunge – si è voluto alzare un polverone e strumentalizzare una situazione che, se fosse prevalsa la buona fede, non avrebbe raggiunto intollerabili, e per me inaccettabili, livelli di calunnia sul piano personale. Sono quindi a disposizione nella mia qualità di responsabile dell’istituzione scolastica per fornire ogni chiarimento sulla vicenda e spero che anche da parte degli interlocutori si manifesti altrettanta disponibilità». Nei prossimi giorni poi gli studenti, così come deciso in assemblea, dovranno scegliere in quale data tenere, scartata l’ipotesi occupazione, una manifestazione di protesta; tra quelle possibili ci sono il 27 o il 28 febbraio.
Twitter @DanieleBovi
