di Daniele Bovi
L’uso dei contributi di iscrizione volontari fatti dai genitori che si inserisce in un clima, più generale, di incomprensioni e rapporti tesi tra la preside del liceo Galilei di Perugia e le altre componenti dell’istituto, uno dei più importanti e prestigiosi dell’Umbria. È in questo contesto che sta maturando il commissariamento della scuola, causato dalla mancata approvazione, nei giorni scorsi, del programma annuale, bocciato a larghissima maggioranza dal consiglio di istituto. Il mancato ok al documento è stato subito comunicato al dirigente dell’Ufficio scolastico regionale, Sabrina Boarelli, che provvederà alla nomina di un commissario il quale non inciderà sulla didattica, ma si occuperà solo dell’approvazione del piano. Il caso potrebbe portare anche all’occupazione della scuola, opzione della quale si discuterà sabato mattina durante un’assemblea convocata dagli studenti dalle 11 alle 14.
Parla la preside A prendere la parola giovedì è stata Nivella Falaschi, preside dell’istituto che con una lunga nota pubblicata sul sito del Galilei ha spiegato la sua versione dei fatti, preannunciando che, visto il «pregiudizio creato dal commissariamento», manderà tutta la documentazione alla Corte dei conti «affinché siano puntualmente valutate le responsabilità». Allegati alla comunicazione ci sono ben nove file, dai verbali al programma annuale redatto da Falaschi fino alla relazione che lo accompagna. Per quanto riguarda la parte economica della vicenda, al centro ci sono i contributi volontari «l’ammontare dei quali – spiega Falaschi – è stabilito dalle singole scuole. Nel nostro liceo il contributo ammonta a 60 euro annui per ogni studente. Nel corso di quest’anno solare i contributi, in parte già versati, per l’iscrizione all’anno scolastico 2017/2018 dovrebbero raggiungere il complessivo ammontare di 90 mila euro circa».
Nodo risorse Soldi che i genitori versano affinché venga ampliata l’offerta formativa della scuola; ad esempio, al Galilei ci sono sezioni speciali dove si studia in modo più intensivo l’inglese, il che comporta il pagamento di una tassa di iscrizione più alta. «Il dissenso dei genitori, studenti e professori – osserva sempre Falaschi – riguarda proprio le previsioni di utilizzazione di tale fondo». La preside avrebbe voluto destinare 35 mila euro su 90 mila «all’ampliamento dell’offerta formativa già programmata e avviata» per quest’anno scolastico, mentre chi la contesta pensa che i fondi vadano destinati ad alimentare le attività del prossimo anno. La preside parla di eccezioni, quelle sollevate con la bocciatura, che sono contrarie agli interessi delle famiglie, a meno che queste «non siano disponibili – dice Falaschi – a versare contributi ulteriori placando così gli animi dubbiosi dei loro rappresentanti. Contributi straordinari che io non intendo richiedere».
Rapporti tesi Le motivazioni però non sono solo economiche. I rapporti tra preside e componenti scolastiche si sono fatti tesi nel corso della breve esperienza di Falaschi al Galilei (questo è il suo secondo anno al vertice dell’istituto), tanto che 50 professori hanno preso tempo fa carta e penna per scrivere una lettera all’Ufficio scolastico regionale lamentando scarsa trasparenza, poca collaborazione e mancanza di dialogo. Oltre a ciò c’è il calo degli iscritti registrato quest’anno: 150 alunni in meno con la conseguente perdita di alcune sezioni. In una nota Altrascuola, oltre a sottolineare un peggioramento per quanto riguarda servizi e organizzazione, parla di una «scellerata gestione dell’istituzione scolastica, che ha portato a un clima diffuso di esasperazione, coinvolgendo studenti, docenti e genitori». Per gli studenti la volontà di coprire con il contributo volontario le attività di quest’anno è «inaccettabile» e «non solo non risolve il problema, rimandandolo alla prossima presentazione del bilancio, ma pretende di utilizzare risorse destinate a progetti ed attività integrative per “risolvere” (nascondere) i propri errori nella gestione delle finanze scolastiche».
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