Un momento dell'assemblea (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

I numeri del piano annuale, non approvato, sono stati solo la goccia che ha fatto traboccare un vaso scolastico già pieno da due anni di malumori e proteste. Per accorgersene bastava partecipare, lunedì pomeriggio, all’assemblea convocata dalla preside del liceo Galilei di Perugia, Nivella Falaschi, per fare il punto sulla situazione. Parcheggiate fuori dall’aula magna ci sono due auto, una della polizia e l’altra dei carabinieri mentre lungo la strada ci sono gli agenti della municipale; dentro la sala, stipate, oltre 150 persone e altre decine fuori che cercavano di allungare orecchie e occhi nella speranza di carpire qualche frase grazie alle porte e alle finestre spalancate. Una sala con tutta evidenza troppo piccola e una conseguente calca che di sicuro non ha contribuito a rasserenare gli animi: «Perché – dice un genitore – non è stata convocata al centro congressi del Capitini?». Vista la confusione la preside ha anche accennato alla possibilità di tenere l’assemblea in due turni il che, ovviamente, non è stato gradito.

FOTOGALLERY: L’ASSEMBLEA

L’assemblea Polizia e carabinieri comunque non sono serviti: i toni sono stati civili e pacati, ma i concetti sono stati espressi con nettezza e in certi frangenti Falaschi è parsa in difficoltà specialmente nella capacità di dialogo con studenti e genitori. Mancanza di quest’ultimo che è proprio una delle accuse più forti che le vengono mosse. Sostanzialmente l’unico intervento della dirigente è stato quello iniziale in cui ha voluto ribadire quanto detto giorni fa attraverso una lunga nota pubblicata sul sito dell’istituto, ovvero la correttezza dei numeri contenuti dal piano da lei presentato. Numeri e bilancio però interessano studenti, professori e genitori fino a un certo punto: «A quelli – ha detto più d’uno – ci penserà il commissario» che, nominato dall’Ufficio scolastico regionale, arriverà a giorni. Ben più sentito è il problema della gestione complessiva del Galilei, dall’offerta formativa alla capacità di dialogo.

STUDENTI: VOGLIAMO IL DIALOGO

I problemi Un documento letto da un rappresentante dei genitori i cui figli frequentano le classi Cambridge e bilingue, parla di «disagio presente da mesi. Noi non abbiamo mai parlato in forma anonima, abbiamo presentato documenti di persona nei due incontri che ci ha concesso dal settembre 2015. I problemi sono in primis di comunicazione, tranne in due casi non abbiamo mai avuto risposte». I genitori chiedono una rendicontazione precisa («è un suo obbligo – attacca uno – non una gentile concessione») delle cifre spese per questi corsi finanziati dai contributi volontari e che i lettori di madrelingua vengano pagati regolarmente; altrimenti, questo il timore neanche troppo nascosto, se ne andranno e come loro altri professori e alunni, il che porterebbe a un complessivo impoverimento del Galilei. «Abbiamo chiesto più volte – dice un altro genitore sempre in rappresentanza delle classi bilingue – di essere ricevuti per esporre le criticità didattico-gestionali ma non abbiamo avuto risposta».

IL FACCIA A FACCIA GENITORI-UFFICIO SCOLASTICO
PERCHÉ LA SCUOLA VIENE COMMISSARIATA

La gestione Tra le criticità il «grande ritardo» con cui è iniziato il lavoro dei lettori di madrelingua inglese e francese, le «risposte confuse» sull’alternanza scuola-lavoro all’estero, i corsi di recupero pomeridiani partiti anch’essi in ritardo. «Il modello di gestione – sottolinea un genitore – va rivisto e se la comunicazione arriva, come dice lei, distorta, di chi è la colpa? Non si può andare avanti in questo clima di scontro». Contro la preside anche alcuni professori (che un’ora prima si sono riuniti con Falaschi, e le posizioni anche in questo caso sono rimaste lontane) che parlano di scarso dialogo e che in merito ai corsi di recupero spiegano che «non si può dire che non ci sono risorse perché ci sono quelle, vincolate, del Ministero». Lo stesso professore mette sul tavolo il calo delle iscrizioni (150 alunni quest’anno, lo stesso numero, fa notare malizioso un genitore, guadagnato dall’altro scientifico, l’Alessi) e un «inefficace» attività di orientamento.

IN 400 ALL’ASSEMBLEA: «PRESIDE INADEGUATA»
FOTOGALLERY: L’ASSEMBLEA AL PARCO

Studenti Respinte al mittente da parte degli studenti, che lunedì dalle 8.30 scenderanno in piazza, anche le accuse «sul fatto che noi abbiamo alzato polveroni o che abbiamo calunniato. Questa situazione ha radici già nell’anno scorso e l’aspetto economico è solo una parte del problema. Noi vogliamo parlare, capire e trovare soluzioni e chiediamo un cambio di passo». Meno diplomatico un ex studente, uscito l’anno scorso dal Galilei che dice in modo netto quello che altri hanno espresso con perifrasi: «Se lei è adeguata – dice – faccia qualcosa per cambiare la situazione, altrimenti se non è in grado se ne vada». Dopo due ore l’incontro si chiude così, con le posizioni che rimangono distanti e la preside che rimanda a un ulteriore appuntamento; magari, stavolta, al Capitini per evitare quella che una professoressa ha chiamato «un’assemblea indecorosa».

Twitter @DanieleBovi

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