Il consiglio comunale (foto F.Troccoli)

Alla fine è passata. Il Consiglio comunale ha approvato la modifica dell’articolo 30 del regolamento di polizia urbana che vieta l’accattonaggio molesto, il mestiere di lavavetri, i venditori di fazzoletti e accendini e pure gli «accompagnatori dei carrelli della spesa».

Niente unanimità L’unanimità registrata in commissione, dopo le polemiche, in aula non si è ripetuta ma il fronte delle opposizioni non è stato compatto: a votare contro i consiglieri Pd Tommaso Bori e Sarah Bistocchi, mentre si è astenuto il capogruppo Diego Mencaroni e i consiglieri del Movimento 5 Stelle Michele Pietrelli e Cristina Rosetti. Gli altri delle opposizioni hanno votato a favore: Borghesi, Miccioni, Mirabassi, Mori e Vezzosi del Pd e Giaffreda del M5s. La proposta, originariamente fatta dal consigliere forzista Carmine Camicia, nei giorni scorsi era stata votata all’unanimità nel corso di una seduta della commissione Affari istituzionali. Una proposta inutile e ridondante, perché vieta ciò che l’attuale regolamento e, cosa più importante, il codice penale già vietano.

Mancaroni Il capogruppo Pd motiva così la sua astensione: «La pratica è stata affrontata in maniera troppo veloce e confusa quando andrebbe invece analizzata in modo serio  e sereno. Noi avevamo richiesto di tornare in commissione, anche alla luce di un parere tecnico del comandante dei vigili sull’applicabilità delle sanzioni che, a nostro avviso, non faranno altro che cumularsi sui crediti insoluti del Comune, visto che si faranno ad indigenti. Il problema esiste e riguarda non tanto gli indigenti, ma le organizzazioni criminali che inducono anche minori all’accattonaggio. E’ loro che vorremmo colpire, invece si è fatta demagogia e si è raffazzonato un provvedimento inutile e ridondante».

Camicia Soddisfatto il proponente, Carmine Camicia. «L’approvazione di questo dispositivo – spiega – è prima di tutto un atto di civiltà che intende in primo luogo restituire dignità umana a coloro i quali hanno fatto di queste pratiche uno stile di vita. Per queste persone, come per nessun essere umano, il posto giusto può essere la strada e il modo di guadarsi da vivere quello di praticare l’accattonaggio. Sono altri gli strumenti con cui queste persone devono essere aiutate e non certo accettare che vivano di espedienti con i quali ledono le norme dell’ordine pubblico e del decoro. Per non parlare del fatto che molto spesso dietro queste persone si celano dei veri e propri racket di sfruttamento, e questo vale per i lavavetri e anche per gli accompagnatori di carrelli della spesa, costretti molto spesso a lottare tra loro per la ‘conquista della piazza’».

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One reply on “Perugia, passa la norma ‘anti accattonaggio’. Il Pd si spacca, il M5s si divide”

  1. Camicia, una scelta di civiltà sarebbe non avere persone come lei in consiglio comunale.

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