di Stefania Supino
L’Università per stranieri di Perugia ha adottato nelle scorse ore le carriere alias, una soluzione per tutti gli studenti transgender o per coloro che non si riconoscono nel genere assegnato alla nascita, a cui viene permesso di utilizzare un nome diverso da quello anagrafico. Già 200 sono le scuole e gli atenei d’Italia che lo hanno adottato, l’Università per stranieri di Perugia lo metterà in vigore a partire da settembre.
CARRIERA ALIAS, IN UMBRIA STUDENTI TRA DIFFICOLTÀ E OPPORTUNITÀ: «POTERSI VIVERE È BELLISSIMO»
Sì dal senato accademico «L’iter ha vissuto fasi alterne, passando dalla complessità alla sveltezza sotto alcuni aspetti – racconta Gaia Morelli, rappresentante di Udu, sindacato studentesco universitario della Stranieri di Perugia – è dal 2019 che vorremmo portare la carriera alias all’interno del nostro Ateneo». Oggi in Italia non è un obbligo introdurre le carriere alias, bensì rientrano nei regolamenti previsti dall’autonomia scolastica. Gaia Morelli, insieme all’Udu, ha perciò sottoposto la mozione al collegio – organo dove risiedono i rappresentanti dell’Università per stranieri di Perugia- riscuotendo un esito positivo e passando successivamente al Senato accademico di Palazzo Gallenga. Ad aprile la risposta è stata affermativa e da maggio il regolamento, ha dichiarato l’organo collegiale, è in lavorazione ed entrerà in vigore tra luglio e settembre.
Ambiente più inclusivo «Come Udu siamo felici che vengano garantite anche alla Stranieri di Perugia le carriere alias – afferma Gaia – il nostro obiettivo è quello di garantire il diritto allo studio a tutti gli studenti e far sì che il percorso universitario possa essere quanto più agevolato e piacevole possibile». L’istituzione perugina si accoda così a due istituti umbri e rappresenta un passo fondamentale per costruire un ambiente universitario più inclusivo e rispettoso. Attraverso questa pratica amministrativa l’Ateneo offre la possibilità di utilizzare un nome che corrisponde alla propria identità di genere, dimostrando il suo impegno nel tutelare i diritti di tutti gli studenti, indipendentemente dalla loro identità di genere. «Quando questa norma entrerà in vigore capiremo se verrà garantita solo alle persone in transizione o in corso di transizione oppure a tutti coloro che hanno una soggettività diversa e che non possono o non vogliono intraprendere il percorso di transizione» sottolinea la rappresentante dell’Udu della Stranieri. L’approvazione di questa misura garantirà agli studenti transgender e non binari di vedere rappresentata la propria identità in tutti i documenti universitari, riducendo così le discriminazioni e le difficoltà che spesso incontrano nel percorso di studi.
Un segnale di progresso L’approvazione non è solo un atto amministrativo ma «una dimostrazione che gli Atenei e istituti superiori possono e devono garantire pari diritti a tutti gli studenti – afferma il sindacato studentesco universitario e aggiunge – continueremo a batterci per l’inclusività di genere e di religione». È una testimonianza dell’impegno di tanti studenti nel promuovere un ambiente accogliente e rispettoso, dove ogni individuo può esprimere liberamente la propria identità senza timore di discriminazioni. L’adozione delle carriere alias all’interno delle università è una vittoria per tutti gli studenti e un passo avanti verso una società più equa e inclusiva.
