di Elle Biscarini

La decisione del liceo Classico e Musicale ‘Annibale Mariotti’ di Perugia di adottare il regolamento per l’attivazione di una carriera alias ha suscitato la dura reazione di Simone Pillon, responsabile delle politiche familiari della Lega Umbria. «Esprimo forte preoccupazione per la decisione – ha detto l’ex senatore – una scelta grave e pericolosa, soprattutto perché assunta da un istituto storico e prestigioso del nostro territorio». A complimentarsi con la scelta dell’istituto è invece il consigliere comunale con delega alle politiche Lgbtqia+ e antidiscriminazioni, Lorenzo Ermenegildi Zurlo: «Complimenti al Mariotti per aver scelto l’inclusione come valore concreto e non solo dichiarato».

La carriera alias nelle scuole è una procedura che consente a studenti trans e identità non-binarie, di essere riconosciuti con un nome di elezione e un genere espresso diversi da quelli assegnati alla nascita, all’interno degli ambienti scolastici, senza modificare il nome anagrafico ufficiale. La procedura si attiva mediante un accordo di riservatezza tra la scuola, lo studente e, nel caso di minorenni, la famiglia. Il nome di elezione viene quindi utilizzato nei registri elettronici, negli elenchi, nelle credenziali di posta elettronica, nei documenti interni e nei badge di riconoscimento. «In Italia – si legge sulla pagina dedicata dell’associazione Omphalos Lgbtqia+ – i tempi burocratici e legali per ottenere nuovi documenti, con il nome adatto alla propria identità di genere, sono lunghi e parte di un percorso segnato da molti ostacoli. Sentirsi chiamare con il dead name [nome assegnato alla nascita, ndr.] è una discriminazione, una mancanza di rispetto che può causare disagio».

COS’È LA CARRIEREA ALIAS: VIDEO-TESTIMONIANZE DI DOCENTI E STUDENTI

Il regolamento per l’attivazione e la gestione della carriera alias è definito autonomamente dalle singole istituzioni scolastiche, in base al principio di autonomia, poiché al momento non esistono linee guida nazionali emanate dal ministero dell’Istruzione. Sono 489 le scuole che in Italia prevedono nel loro regolamento la carriera alias, secondo i dati di Agedo aggiornati al 23 novembre 2025, di cui 483 pubbliche e 6 paritarie. In Umbria, al momento solo due istituti superiori hanno approvato un regolamento specifico per la carriera alias: il liceo ‘Jacopone da Todi’ e l’istituto comprensivo Foligno 1. Tuttavia, l’istituto comprensivo ‘Bernardino di Betto’ di Perugia ha attivato le carriere alias solo per l’indirizzo liceo artistico. All’Università di Perugia, invece, la carriera alias esiste già dal 2017, offrendo un modello di riferimento anche per alti istituti di formazione, come l’Università per stranieri.

Tuttavia per Pillon la carriera alias è legata alla «resa all’ideologia gender woke». Secondo lui, «attraverso la carriera alias si finisce per incentivare percorsi di transizione sociale che spesso preludono a trattamenti ormonali e chirurgici su minorenni», percorsi sui quali richiama «le numerose e autorevoli riserve della comunità scientifica». Il rischio, sostiene, è anche quello di «generare situazioni di disagio e incertezza per gli studenti», che dovrebbero poter contare su un ambiente «sempre sereno e adeguatamente tutelato».

Pillon parla di «un passo pericoloso verso forme di indottrinamento che nulla hanno a che vedere con la missione educativa della scuola» e avverte che misure di questo tipo «rischiano di confondere i ragazzi e di esporli a pressioni psicologiche indebite». Da qui la richiesta all’istituto di sospendere il progetto e la decisione di «interpellare il ministero dell’Istruzione e del Merito» per verificarne la liceità e la regolarità. «La tutela dei minori e il rispetto della sicurezza e della privacy vengono prima di ogni sperimentazione ideologica», conclude.

Di tutto altro tono è il consigliere comunale Ermenegildi Zurlo: «Sono davvero contento di sapere che il liceo Mariotti ha finalmente introdotto la carriera alias per le studenti trans*, diventando la seconda scuola del perugino a farlo. È un passo importante, concreto e necessario: significa riconoscere l’identità delle persone, garantire loro un ambiente scolastico più sicuro e rispettoso, e affermare il diritto di ogni studente a vivere la propria esperienza educativa senza sentirsi invisibilizzato o messo da parte. La carriera alias non è un dettaglio burocratico, ma un gesto di civiltà che può fare una grande differenza nella quotidianità di chi spesso affronta discriminazioni o ostacoli inutili. Spero che sempre più scuole del nostro territorio seguano questo esempio e che diventi presto una pratica diffusa ovunque».

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