Nuova Monteluce: si parte. Giovedì 19 marzo alle 12 il quartiere sorto sulle ceneri del vecchio ospedale aprirà al pubblico la sua piazza principale. La cerimonia inaugurale di piazza Cecilia Coppoli segna anche l’inizio dell’insediamento negli edifici e nelle strutture commerciali di prossima apertura: supermercato, bar e palestra.
Taglio del nastro La cerimonia si terrà alla presenza della presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, del sindaco di Perugia Andrea Romizi, del rettore dell’Università degli studi Franco Moriconi, e del Fund Manager di Bnp Paribas per il Comparto Monteluce Luca Panizzi. Sarà l’occasione per tutti i perugini di vivere in prima persona quest’area della Nuova Monteluce e vedere con i propri occhi i luoghi che, dopo qualche giorno, saranno popolati grazie proprio all’apertura delle prime attività commerciali.
Le funzioni in corso di insediamento Gli edifici ad oggi realizzati ospitano uffici e spazi commerciali. Gli uffici occupano una superficie di 3.350 mq con possibilità di suddivisione in 18 unità, di cui 14 già destinate ad uffici del Comune di Perugia, del Sindacato pensionati italiani Cgil e di alcuni professionisti privati. Gli spazi commerciali occupano invece una superficie di 950 mq comprendenti un supermercato Emisfero una palestra Bodyplanet e altre attività commerciali.
Prossimi step Gli edifici in corso di realizzazione o riqualificazione ospiteranno residenze per studenti, spazi commerciali e altri servizi.
Le residenze per studenti, comprendenti 150 posti letto e servizi annessi, saranno concesse in locazione all’Adisu. Gli altri servizi comprenderanno un moderno presidio sanitario dell’Usl Umbria 1, che sarà collocato nel padiglione ospedaliero, l’ex Clinica Chirurgica, conservato e ristrutturato.
Chi è Cecilia Coppoli La piazza è intitolata a Cecilia Coppoli (1426/1500) importante Badessa del Convento delle Clarisse, al cui ordine è intitolata anche la prima corte della Nuova Monteluce, Corte delle Clarisse. Cecilia Coppoli, al secolo Elena, di nobile e illustre famiglia, figlia unica, poetessa e umanista, donna di grande cultura, scelse la vita monastica e collaborò con i pontefici del tempo per la riforma in senso spirituale dei monasteri di cui fu badessa.

questa schifezza costruita in fretta e furia, 15 metri di stradina per saltare il passaggio a livello di san sisto sono ancora li’ dal 2011 (fondi per i 150 anni della Repubblica…oltre il danno la beffa). saranno le “badesse” che fanno la differenza