Il sindaco De Rebotti

di Noemi Matteucci

L’ospedale unico Narni-Amelia e la difesa del punto nascite rimangono punti imprescindibili per il prossimo futuro della sanità del territorio: questo afferma con decisione e sottoscrive Francesco De Rebotti, sindaco di Narni, che sottolinea come ci si debba muovere celermente nell’ottica dell’integrazione dei diversi poli ospedalieri.

Ospedale unico: Asl velocizzi «La struttura unica ospedaliera per Narni e Amelia resta un obiettivo irrinunciabile per il territorio e la sanità umbra»: con queste parole il sindaco di Narni ha esordito nella conferenza stampa convocata per fare il punto della situazione sul nuovo ospedale. «È partita la procedura pratica per la realizzazione – ha detto -, ma deve avere tempi rapidissimi: siamo già in ritardo rispetto ad altri piccoli centri nel resto dell’Umbria. Bando, affidamento dei lavori e creazione della struttura – ha aggiunto il sindaco – richiedono mesi, ma si tratta di un punto strategico imprescindibile, a cui tutti nel territorio puntiamo: all’Asl Umbria 2, che è la stazione appaltante, chiediamo velocità e tempi brevi».

DE REBOTTI SU OSPEDALE NARNI-AMELIA: IL VIDEO

Funzioni di base e integrazione Alla base del progetto del nuovo ospedale unico di Narni e Amelia c’è un 50% di funzioni di riabilitazione, più il mantenimento dei servizi ospedalieri di base come pronto soccorso, chirurgia programmata e ortopedia, che devono però interagire con l’ospedale di Terni, per creare un polo sinergico che offra a Terni alta specializzazione e a Narni servizi fondamentali richiesti dai cittadini. «Un’integrazione – ha detto De Rebotti – che va costruita sin da ora con la struttura: siamo portatori degli interessi della comunità, ma vogliamo anche che la struttura di Cammartana sia di qualità e fortemente collegata e integrata con Terni».

Punto nascite Per ciò che riguarda invece il punto nascite, di cui più volte negli ultimi tempi si è parlato di chiusura, De Rebotti è categorico: «Così come per altri servizi ospedalieri, vale la regola dell’integrazione con Terni – ha detto il sindaco-. Sulla vicenda dell’area materna infantile (perché non si parla solo di parto, ma anche dei relativi servizi di ginecologia, ostetricia e pediatria) è necessario un confronto istituzionale fra sindaci, Regione e Asl: siamo favorevoli a una riorganizzazione – ha spiegato De Rebotti – e ci batteremo fino alla fine per evitare la chiusura. La Regione Umbria – ha aggiunto – deve inoltre decidere se portare avanti la politica di efficientamento e razionalizzazione, dove non si parla di chiusure, o quella indicata dal direttore generale dell’Asl Umbria 2 di totale spostamento delle nascite a Terni, che contrasta, fra l’altro, con gli indirizzi del Ministero. Chiediamo – afferma in conclusione – alla Giunta regionale di mantenere le impostazioni della delibera del 4 agosto 2014 che prevedeva la creazione della Afoi, l’Area funzionale omogenea interaziendale, e di velocizzare il tutto, sempre nell’ottica dell’integrazione con Terni».

Fiorini (Lega): «Salvaguardare punto nascite» Sulla questione della tutela del punto nascite di Narni è intervenuto con una nota anche Emanuele Fiorini, consigliere regionale e capogruppo della Lega Nord Umbria, specificando che il gruppo politico ha già provveduto a sollecitare la Regione Umbria rispetto a questa tematica, chiedendo alla Giunta di adottare tutte le iniziative necessarie per salvaguardare il punto nascita dell’ospedale, assicurando al nuovo ospedale comprensoriale le necessarie funzioni sanitarie per rispondere adeguatamente alle esigenze del territorio. Fiorini, infatti, raccogliendo anche la posizione della lista civica TuttiperNarni, ha fatto presente che «quello di Narni nella rete ospedaliera regionale e provinciale è classificato come ‘ospedale di territorio’, che risponde cioè ai bisogni sanitari della popolazione e che è inserito anche nella rete dell’emergenza 118. «Il punto nascita dell’ospedale di Narni – dice Fiorini – rappresenta, inoltre, un servizio pubblico di eccellenza, fra i migliori della Regione Umbria. L’accordo Stato-Regioni del dicembre 2010 ha fissato in 500 parti l’anno la soglia minima per mantenere in vita i punti nascita: da tali premesse è scaturito il protocollo operativo integrato tra l’ospedale di Terni e Asl Umbria 2 che prevede, a partire dal 2015, la chiusura della degenza ostetrica dell’ospedale di Narni e la costituzione della Afoi. Ci batteremo – ha concluso – affinché il punto nascite venga tutelato e mantenuto».

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