Un treno Frecciarossa

di Daniele Bovi

I territori si mettano d’accordo altrimenti non si va da nessuna parte. È questo in sintesi il messaggio lanciato mercoledì da Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, a proposito della stazione dell’Alta velocità MedioEtruria. Ovviamente il richiamo del presidente riguarda l’ormai annoso dibattito sul dove realizzarla. «Quando il territorio avrà deciso se farla a Rigutino, a Farneta, (Arezzo) o a Chiusi (Siena), la Regione Toscana – ha detto Giani nel corso della conferenza stampa di fine anno – sarà la più grande sponsor di Medioetruria, ma se il territorio non esprime un’indicazione unica non si va da nessuna parte».

TUTTO SULLA STAZIONE MEDIOETRURIA

Il richiamo «Se si vuole la stazione Medioetruria – ha aggiunto – i territori di Siena, Arezzo e dell’Umbria, devono ragionevolmente mettersi intorno a un tavolo, e scegliere dove farla. È evidente che se sarà fatta a Farneta perché sta meglio all’Umbria e a una parte senese bisognerà dare qualcosa ad Arezzo; se la facciamo a Rigutino, sarà l’altro territorio che dovrà avere una compensazione». «Se vogliamo andare dal ministro – ha proseguito – e dirgli che ci vuole una stazione Medioetruria, non è che la accolgano a braccia aperte, perché per loro è comunque un condizionamento. Quindi quando vai a chiedere qualcosa nel tuo interesse per imporla al governo e alle Ferrovie è evidente che ci devi andare con le idee chiare e con una voce unica. Se non ci andiamo, non verrà mai fatta, come tutte le cose in cui in Italia si chiede genericamente una cosa ma non si indica il modo per arrivarci. Io la sto sponsorizzando fin dal primo momento».

Il tavolo Alcuni passi in avanti verso la possibile realizzazione della struttura (sul modello della MedioPadana) sono stati fatti. A metà ottobre è stato formato un tavolo tecnico (al quale parteciperanno le Regioni Umbria e Toscana, Rete ferroviaria italiana e Ministero delle Infrastrutture) che, nel giro di sei mesi o al massimo di un anno, dovrà indicare qual è la soluzione più idonea. Nel corso degli anni ne sono state ipotizzate diverse: Creti-Farneta (Cortona), Terrarossa e Rigutino (Arezzo), Montallese (vicino Chiusi), Tre Berte (Montepulciano) e pure Bettolle. Diverse tifoserie si confrontano ormai da anni, durante i quali però Rigutino è apparsa come una delle candidate più solide.

LE TABELLE CON TUTTI I NUOVI PREZZI

Rincari In attesa di capire se e quando i territori riusciranno a mettersi d’accordo, di treni e in particolare di rincari si è parlato mercoledì a Perugia nel corso della riunione della giunta regionale. A inizio novembre Palazzo Donini aveva dato il via libera, a partire dal primo gennaio 2023, all’aumento del 13,2 per cento del prezzo di biglietti e abbonamenti; una cifra comprensiva non solo degli incrementi 2023 ma anche di quelli relativi al 2022 quando la giunta – venendo incontro alle richieste dei pendolari, ha “congelato” gli aumenti. Tra novembre e dicembre i pendolari sono tornati a farsi sentire chiedendo alla Regione di calmierare almeno i rincari relativi agli abbonamenti. La richiesta è stata accolta da Trenitalia e così, dal primo gennaio, il 13,2 per cento in più sarà applicato solo ai biglietti per le corse singole, mentre per gli abbonamenti si parla del 6,2 per cento. Come previsto dal contratto di servizio, i mancati introiti andranno però recuperati a partire dal primo gennaio 2024. In queste tre tabelle i dettagli dei nuovi prezzi.

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