di Iv. Por.
Aumentano le richieste di annullamento dei matrimoni alla «Sacra Rota» regionale. Nel 2011 ne sono state presentate 89, quattro in più rispetto al 2010. Sono alcuni dei numeri diffusi dal vicario giudiziale del Teru, Cristoforo Pawlik, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. E il vescovo di Perugia Bassetti attacca a testa bassa le convivenze: «Giovani incapaci di scelte definitive».
I numeri Il numero delle cause introdotte nell’anno 2011 è stato di 89, 4 in più rispetto all’anno precedente, per un insieme di 174 cause di nullità trattate nel 2011. Le cause pendenti alla fine dello scorso anno risultano leggermente in aumento rispetto a quelle del 2010: 97 contro 89 e questo «è dovuto – ha spiegato padre Pawlik – alla complessità di certe cause che hanno richiesto più tempo, ma anche all’attività dei due giudici istruttori impegnati a svolgere altri incarichi». Le cause di nullità espletate sono state 77, delle quali 68 chiuse con sentenza affermativa, 7 con sentenza negativa e 2 rinunciate e archiviate. Delle cause pendenti al 31 dicembre 2011 (97) risultavano prossime alla sentenza 4, in fase dibattimentale 6, giacenti presso i periti 20, in fase istruttoria 65 e sospese 2. L’operatività del Teru traspare anche dai dati sulla durata del processo di prima istanza: 49 cause da sei mesi ad un anno; 16 da un anno ad un anno e mezzo; 9 da un anno e mezzo a due anni; 3 oltre due anni.
I motivi degli annullamenti I motivi prevalenti dei “capi di nullità” sono per incapacità “grave di immaturità”, per incapacità “ad assumere obblighi matrimoniali per motivo psichico”, per “esclusione d’indissolubilità” e per “esclusione della prole”. Padre Pawlik ha anche ribadito che «il Tribunale ecclesiastico non annulla i matrimoni, ma ne riconosce la nullità». Inoltre, riferendosi alle parole di Papa Benedetto XVI in occasione della recente inaugurazione dell’Anno giudiziario al Tribunale della Rota Romana, il vicario giudiziale ha detto: «legge canonica non deve mai ridursi “a una mera assonanza semantica, considerato che il diritto canonico trova nelle verità di fede il suo fondamento e il suo stesso senso”». Padre Pawlik ha anche ricordato l’importanza della «ricerca della verità oggettiva, non solo processuale e che il processo canonico non è una semplice contrapposizione di interessi, ma conserva sempre l’obiettivo ultimo di ricercare la verità».
La messa L’Anno giudiziario 2012 del Tribunale ecclesiastico regionale umbro (Teru) si è aperto con la concelebrazione eucaristica nella cattedrale di San Lorenzo presieduta dal vescovo di Terni, Vincenzo Paglia, presidente della Ceu. Riferendosi all’attività del Teru, nell’omelia Paglia ha affermato che «il cammino della Giustizia consiste nel salvare la vita e la dignità di tutti. Una giustizia senza amore non ha senso».
Bassetti contro la convivenza L’arcivescovo di Perugia, Gualtiero Bassetti, ha sottolineato come non si possa fare a meno di «rivolgere la nostra attenzione ad un fenomeno che definire allarmate è dir poco: la radicale messa in discussione dell’istituto stesso del matrimonio, mentre dilaga ovunque la pratica ormai ritenuta “normale” della convivenza, senza la necessità di un qualsiasi vincolo unitivo. L’incertezza esistenziale che qualifica la società contemporanea aumenta le difficoltà dei giovani a compiere scelte rilevanti che vengano percepite come irreversibili. Sembrano incerti, quando sono chiamati a compiere decisioni definitive, quasi paralizzati dalla paura di perdere qualcosa di importante, nell’incapacità di individuare mete precise».
«Occidente sazio e disperato» «Come uomini di fede e di Chiesa – ha proseguito Bassetti – non possiamo non interrogarci su un fenomeno (l’incapacità di scelte definitive, ndr) così diffuso e superficiale, che non inquieta più nessuno, e che, anzi, sta divenendo, nella considerazione di un’opinione pubblica assai distratta e assuefatta, un modo di vivere la realtà di coppia al pari di altri. Dobbiamo seriamente riflettere per capire cosa sia successo in questi anni nel tessuto sociale del nostro Occidente “sazio e disperato”: la decadenza morale e lo stravolgimento dei costumi ha portato a considerare bello e buono quello che la Chiesa considera un disordine morale e che anche la società civile in passato respingeva come negativo».


“sazio e disperato”????????
caro arcivescovo,
ma che dice? se si e’ satolli un si pole esse disperati. o l’uno o l’altro. scelga per piacere. le pecorelle sazie un si lamentano, se invece han fame allora sì che belano disperate!
poi riguardo la convivenza; scusi sa’, ma a noi va proprio benissimo, e’ piu’ economica, semplificata come relazione, senza obblighi “scorsoi” che son quelli che mandano in rovina la vita di coppia. se lei facesse un sondaggio forse scoprirebbe che le convivenze durano piu’ dei matrimoni. Si lamenta lei che ci son troppi annullamenti o divorzi? allora vo’ dire che chi si sposa con tutti i sacramenti civili e religiosi o e’ immaturo per la vita di coppia o che il matrimonio e’ diventato una trappola mortale per i sentimenti e per la ragione dei comuni mortali. comunque con questa mia non son voluta entrare in polemica con lei ma solo esprimerle cio’ che penso.
la saluto cordiamlente, gianna