Turisti a Isola Povese

di Ivano Porfiri

Niente affidamento ai privati. La giunta provinciale, presieduta da Marco Vinicio Guasticchi, ha deciso di ritirare la delibera in base alla quale si doveva attivare sul bando per la gestione di 21 anni della perla del Trasimeno.

Dietrofront L’annuncio ufficiale – peraltro già in qualche modo anticipato da Guasticchi – arriverà lunedì nel corso di una conferenza stampa, ma le pressioni sorte intorno alla possibilità di affidare in gestione la Polvese, sorte da più parti, avrebbero indotto a un ripensamento. Nella conferenza si ripercorrerà tutto il lavoro fatto per il recupero e il rilancio di un luogo preso in uno stato di degrado e diventato meta privilegiata di tante famiglie e sede speciale di manifestazioni di grande successo come l’Isola di Einstein. «Quello di lunedì alla Polvese – ha spiegato Guasticchi – sarà un incontro per fare chiarezza sull’intera vicenda che ha visto negli ultimi giorni protagonista questo luogo e trarre, inoltre, un bilancio di fine legislatura sull’isola Polvese che è stata oggetto di importanti investimenti anche in termini di marketing territoriale».

Dubbi sul futuro Ciò che resta intatto sono i dubbi sul futuro, specie alla luce delle parole dell’assessore al Patrimonio, Piero Mignini, che ad aprile aveva spiegato senza mezzi termini che «non vi sono più risorse per gestire in proprio un patrimonio di tale portata». La delibera ora revocata indica in 250.200 euro annui il costo per la gestione ordinaria dell’isola, di cui: 50 mila per le utenze, 50 mila come contributo a gestori terzi, 15 mila di materiali per le manutenzioni, 10 mila per le manutenzioni del mulino, 7 mila per i natanti, 15 mila per le manutenzioni di aree e immobili, 7 mila per lo smaltimento rifiuti, 15 mila per il carburante, 20 mila per il personale (3 persone), 7 mila per imposte sugli immobili.

Chi paga? Le perplessità principali derivano dalla nebbia sul futuro delle Province. L’ente in sé, per ora, resterà come ente di secondo livello, senza cariche elettive, ma con competenze limitate e con un budget che subisce ormai tagli su tagli. Il privato, nelle intenzioni, era un porsi «il problema – diceva Mignini – di come far diventare la Polvese anche un centro economico, capace di vivere tutto l’anno e di autosostenersi». le proteste hanno fatto recedere da questa soluzione. La speranza è che, per accontentare qualcuno, non ci si ritrovi con un bene sì in mani pubbliche ma senza soldi nemmeno per la benzina del decespugliatore.

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