Viva preoccupazione di fronte alla crisi economica e un appello a chi può perché faccia qualcosa viene dai vescovi umbri. Se ne è parlato nel corso della prima riunione della Conferenza episcopale umbra (Ceu) dopo l’elezione di Papa Francesco.
Il 22 da Papa Francesco In apertura dei lavori, il presidente Gualtiero Bassetti (vescovo di Perugia) ha espresso a nome di tutti i vescovi la gioia per l’elezione di Papa Francesco ed ha rinnovato l’impegno a seguirlo sulla via del Vangelo. «Il nome scelto da Pontefice – ha detto Bassetti – rende la nostra regione particolarmente attenta alla sua persona e al suo ministero. I vescovi umbri avranno modo di esprimere personalmente questi sentimenti in occasione dell’incontro che avranno con lui il prossimo 22 aprile per la Visita ad limina». Parole di fraterna accoglienza sono state poi rivolte al vescovo Ernesto Vecchi, amministratore apostolico della Diocesi di Terni-Narni-Amelia, che ha partecipato per la prima volta ai lavori della Ceu.
Appello ai politici Di fronte all’attuale «grave» congiuntura economica, i vescovi manifestano «viva preoccupazione per le difficoltà quotidiane di tante famiglie» e rivolgono un «pressante appello a quanti rivestono una qualche responsabilità in ambito civile ed economico-finanziario, affinché non risparmino gli sforzi nella ricerca di soluzioni eque ed efficaci». Analogo appello i presuli rivolgo «ai neo eletti al Parlamento, affinché accantonino interessi di parte e si impegnino a dare quanto prima al Paese una guida stabile e responsabile».
Fondo di solidarietà Le Chiese umbre, insieme a diversi enti ed istituzioni della Regione ai quali va l’espressione di viva gratitudine, continuano a dare vita al “Fondo di solidarietà” con il quale, ormai da quattro anni, si accompagna il cammino difficile di tante famiglie.
Olio per San Francesco L’Umbria nel susseguirsi delle regioni d’Italia, avrà il privilegio di offrire quest’anno l’olio per la Lampada votiva sulla tomba di san Francesco d’Assisi. I vescovi auspicano «una mobilitazione corale delle comunità ecclesiali e civili. Questo evento – dicono – offre a tutti l’occasione per una seria revisione di vita, che si ispiri alla testimonianza personale e al messaggio del Santo Patrono d’Italia, ritrovando le motivazioni e la forza per un rinnovato impegno nella ricerca del bene comune, basato sulla sobrietà, solidarietà, attenzione ed accoglienza per l’edificazione di una società degna dell’uomo e dunque degna di Dio».

pensassero ad altro e lasciassero in pace gli esseri umani