Ripristino del turno pomeridiano anche per i piccoli in entrata a settembre. Aumento delle educatrici da 28 a 36 unità, così da poter valutare anche l’estensione del servizio fino alle 16. E un incontro tra l’amministrazione comunale e rappresentanti di genitori, educatrici e sindacati al fine «di agire per il bene della nostra comunità». Queste essenzialmente le richieste contenute nella petizione promossa dalle famiglie dei bimbi 0-3 anni che frequentano gli asili nido comunali di Foligno, dove dall’8 giugno è scattato lo sciopero degli straordinari, a cui il Comune ha risposto con la riduzione dell’orario del servizio, che chiude alle 13:45 anziché alle 15:30 fino alla fine dell’anno educativo.
Nella petizione, che circola a Foligno, ma è stata caricata anche su Change.org, le famiglie premettono di «apprezzare la qualità del servizio offerto e la preparazione eccellente delle educatrici», ma poi segnalano la «crescente preoccupazione» con cui hanno rilevato «la carenza d’organico e la mancanza di stabilizzazione dei precari».
Criticità che hanno portato «quest’anno per la prima volta – si legge nella petizione – all’introduzione delle graduatorie per l’accesso al turno pomeridiano dei bimbi, ovvero dalle 13.15 alle 15.30 che negli scorsi anni era aperto a tutti i piccoli ritenuti pronti al riposo post pranzo in struttura», prevedendo «16 posti disponibili in ogni struttura, mentre sono stati esclusi a prescindere i piccoli che entreranno a settembre 2026».
Vengono, poi, bollate dai genitori come «facilmente immaginabili» le difficoltà davanti alle quali si sono trovate le famiglie l’8 giugno scorso, quando si è giunti al «culmine della vicenda, con la mail che – è scritto nella petizione – ci ha informato che dal giorno seguente l’orario sarebbe stato ridotto con uscita alle 13.45, invece che alle 15.30, a causa dello sciopero degli straordinari».
La preoccupazione delle famiglie, che poi è la stessa avvertita in diversi ambienti di Foligno, è che «il persistere di questa situazione possa portare, nei prossimi cinque o dieci anni, a un vero smantellamento dei nidi comunali». In questo senso, i genitori con la petizione considerano «fondamentale che il Comune di Foligno prenda atto dell’importanza di questa situazione e agisca prontamente, riportando l’organico delle educatrici ai livelli storici entro settembre 2026, istituendo contemporaneamente una graduatoria per le eventuali sostituzioni brevi, affinché le strutture possano continuare a garantire i servizi essenziali».
Restano intanto aperti i passaggi legati alla vertenza. La Rsu del Comune e le organizzazioni sindacali Uil Fp, Fp Cgil, Cisl Fp e Usb hanno infatti deciso di sospendere temporaneamente fino a lunedì 15 giugno l’astensione dal lavoro straordinario del personale educativo. La scelta è arrivata dopo il confronto con alcune famiglie, con le educatrici e a seguito della richiesta formale dell’Ente, con l’obiettivo di ridurre i disagi per bambini e genitori e favorire la ricerca di una soluzione condivisa. Lo riporta una nota sindacale. La sospensione – viene precisato – non rappresenta però una revoca della mobilitazione, ma un passaggio legato all’attesa di un confronto con il sindaco, l’assessore competente o la giunta, chiamati a verificare la possibilità di affrontare i nodi alla base della vertenza.
Nel frattempo si è svolto un incontro con la dirigente dell’area servizi sociali e scolastici, definito «utile sul piano tecnico e organizzativo ma non risolutivo della vertenza», che resta legata a questioni di carattere strutturale come organici, sostituzioni, stabilizzazioni, continuità educativa e risorse. Le organizzazioni sindacali hanno ribadito la «disponibilità a valutare eventuali rimodulazioni dell’astensione solo in presenza di proposte formalizzate dall’Ente e capaci di ridurre i disagi senza svuotare il senso della mobilitazione», confermando che «in assenza di risposte concrete l’azione riprenderà da martedì 16 giugno».
