Fabrizio Troccoli

La famiglia umbra cambia forma. Non attraverso una rottura improvvisa, ma attraverso una trasformazione lenta e progressiva che negli ultimi dieci anni ha modificato il modo in cui le persone costruiscono relazioni, scelgono di vivere insieme e organizzano la genitorialità. L’analisi delle principali configurazioni familiari tra il 2015 e il 2024 realizzata da Aur, mette in evidenza una tendenza comune a Umbria, Marche, Toscana e Italia: la famiglia resta un elemento centrale della società, ma il modello tradizionale della coppia con figli perde progressivamente peso mentre crescono nuove forme di convivenza, dalle famiglie monogenitoriali alle persone che vivono da sole.

In Umbria il cambiamento è particolarmente evidente sul fronte delle coppie con figli. Nel decennio considerato il loro numero complessivo scende da 86 mila a 81 mila unità, con una riduzione di circa 5 mila nuclei. Una dinamica che accomuna anche la Toscana, mentre Marche e Italia mostrano invece una lieve crescita. Il calo umbro si inserisce in un quadro più generale segnato dal calo della natalità, dal rinvio della scelta di avere figli e dalla trasformazione dei percorsi familiari, con una genitorialità che arriva mediamente più tardi rispetto al passato.

All’interno delle coppie con figli, però, emerge un elemento particolare. In tutti i territori analizzati la configurazione più diffusa resta quella della coppia con un solo figlio, sia nel 2015 sia nel 2024. In Italia cresce leggermente il peso delle famiglie con uno e due figli, mentre diminuisce quello delle coppie con tre o più figli. Nelle Marche aumenta soprattutto la quota delle coppie con un solo figlio, mentre si riduce quella con due figli e cresce, seppur in misura più contenuta, la componente delle famiglie numerose. In Toscana diminuisce leggermente il peso delle coppie con un figlio, aumenta quello delle coppie con due figli e si riduce la quota delle famiglie con tre o più figli.

L’Umbria segue invece una traiettoria diversa: nel decennio diminuisce il peso relativo delle coppie con un solo figlio, mentre aumentano sia quelle con due figli sia quelle con tre o più figli. Un dato che potrebbe sembrare in controtendenza rispetto alla riduzione complessiva delle coppie con figli, ma che va interpretato nel contesto corretto. La crescita percentuale delle famiglie con due o più figli sembra infatti dipendere soprattutto dalla diminuzione più marcata delle coppie con un solo figlio. Non significa quindi necessariamente che in Umbria siano aumentate le nascite o le famiglie numerose, ma che in un universo complessivamente più ristretto hanno acquisito maggiore peso le configurazioni con più figli.

Un altro cambiamento significativo riguarda i nuclei monogenitoriali, cioè le famiglie composte da un solo genitore con figli. Tra il 2015 e il 2024 crescono in tutti i territori analizzati, confermandosi come una componente ormai strutturale della famiglia contemporanea. L’aumento riguarda sia i padri soli sia le madri sole, ma con una differenza evidente: la crescita dei nuclei con una madre sola è più consistente rispetto a quella dei nuclei con un padre solo. È un dato che riflette una trasformazione profonda dei percorsi familiari, legata a separazioni, divorzi e nuove forme di organizzazione della vita dopo la fine della coppia, ma anche alla persistente maggiore presenza femminile nella gestione quotidiana dei figli.

Anche le coppie senza figli assumono un ruolo sempre più rilevante nella struttura familiare. Il fenomeno però non ha un’unica spiegazione: comprende giovani coppie che rinviano la genitorialità, persone che non hanno avuto figli e coppie anziane che attraversano una fase diversa del ciclo familiare dopo l’uscita dei figli dalla casa o dopo esperienze di vedovanza.

Nella fascia più giovane, tra i 15 e i 34 anni, le variazioni sono contenute. In Umbria il numero delle coppie senza figli resta sostanzialmente stabile, mentre Marche e Toscana registrano una lieve diminuzione e l’Italia una crescita marginale. In questa fase della vita la presenza di coppie senza figli sembra soprattutto legata a percorsi familiari ancora in costruzione, con tempi più lunghi per il passaggio alla genitorialità.

Tra i 35 e i 54 anni, invece, la tendenza generale è alla riduzione delle coppie senza figli. Il dato suggerisce che una parte significativa delle coppie acceda alla genitorialità proprio nella fase centrale della vita adulta, confermando lo spostamento in avanti dell’età alla quale si diventa genitori.

Nella fascia tra i 55 e i 64 anni il numero delle coppie senza figli aumenta quasi ovunque, con l’eccezione della Toscana. Tra gli over 65 l’Italia registra una crescita significativa, mentre Marche e Toscana mostrano un incremento più contenuto. L’Umbria si muove in direzione opposta, con una lieve diminuzione, un dato che va letto anche alla luce delle caratteristiche demografiche regionali e della particolare struttura della popolazione anziana.

Il cambiamento più evidente riguarda però il vivere da soli. Tra il 2015 e il 2024 le famiglie unipersonali aumentano in tutti i territori osservati, compresa l’Umbria. La persona sola non rappresenta più una condizione marginale o temporanea, ma una delle configurazioni familiari più diffuse della società contemporanea.

Alla base di questa crescita ci sono dinamiche diverse. Da una parte pesa l’allungamento della vita e l’aumento della popolazione anziana, con molte persone che restano sole dopo la perdita del partner. Dall’altra cambiano i percorsi delle generazioni più giovani, con una maggiore autonomia individuale, un’uscita più tardiva dalla famiglia di origine, nuove modalità di relazione affettiva e tempi più lunghi nella costruzione della vita adulta.

Il quadro che emerge per l’Umbria è quindi quello di una trasformazione progressiva del sistema familiare. La famiglia non scompare, ma cambia struttura: diminuiscono le coppie con figli, aumentano i nuclei monogenitoriali e cresce il numero delle persone che vivono sole. Rispetto alla media nazionale, la regione presenta alcune peculiarità, come la riduzione più marcata delle coppie con figli e la diversa composizione interna di questi nuclei, con un aumento relativo delle famiglie con due o più figli all’interno di un numero complessivo comunque più basso.

La fotografia restituita dal decennio 2015-2024 racconta una società nella quale i legami familiari restano centrali, ma vengono costruiti attraverso percorsi più diversificati rispetto al passato. La famiglia appare meno ancorata a un unico modello stabile e sempre più caratterizzata da equilibri mobili: coppie che rinviano la genitorialità, famiglie che cambiano composizione dopo separazioni e nuove unioni, persone che scelgono o si trovano a vivere sole. Più che una crisi della famiglia, i dati descrivono quindi una sua ridefinizione.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.