L'assessore Loretoni, il sindaco De Augustinis, il vice Montioni e gli assessori Flavoni e Zengoni

di C.F.

«Sconcerto» per una decisione «incomprensibile». Così la giunta entra ufficialmente nella bagarre innescata dalla graduatoria del Miur che esclude Spoleto dal riparto di 120 milioni per gli adeguamenti sismici, messe in sicurezze e anche nuove costruzioni di scuole nelle quatto regioni terremotate. Il Comune aveva chiesto 28 milioni per 21 scuole, ma il primo piazzamento è al 188mo posto, lontano dalle scuole ammesse a finanziamento, mentre in Umbria sono arrivati quasi 21 milioni per una dozzina di scuole tra tra Perugia, Terni, Foligno, Città di Castello, Gualdo Cattaneo, Campello sul Clitunno, Arrone e Scheggino.

Accesso agli atti e ipotesi ricorso Come anticipato ieri, la giunta con una nota conferma la volontà di bussare al ministero con una richiesta «di accesso agli atti», riservandosi contestualmente «tutte le iniziative che la legge consente» sull’esito della procedura. Tra le pieghe il messaggio alle forze di opposizione, che venerdì hanno picchiato durissimo sul mancato ottenimento di fondi sulle scuole: sulla bocciatura rimediata al Miur da Palazzo chiedono di non fare «strumentalizzazione politica», ma lo scontro sulle scuole è aperto e non da oggi. Secondo l’amministrazione comunale, poi, «il mancato finanziamento è di esclusiva competenza Miur, su parere Anci, così come la decisione di inserire scuole situate in comuni che sono al di fuori dell’area del cratere», anche se nell’elenco delle scuole ammesse a finanziamento ci sono anche istituti di Arrone e Scheggino, piccoli comuni inseriti nel perimetro dei comuni terremotati. Con l’accesso agli atti e la riserva sulle iniziative legali previste, dunque, fa capolino all’orizzonte il secondo ricorso al Tar, dopo quello presentato davanti ai giudici del Lazio per l’annullamento dell’ordinanza 80 con cui il commissario per la ricostruzione Piero Farabollini ha definanziato la delocalizzazione a San Paolo per le scuole Dante Alighieri e Prato Fiorito rese totalmente inagibili dal terremoto del 30 ottobre 2016 e che la giunta vuole ricostruire nelle sedi originarie.

@chilodice

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