venerdì 15 novembre - Aggiornato alle 12:07

Spoleto, alta tensione in giunta per il flop sul bando Miur per le scuole

Comune senza soldi per gli adeguamenti sismici, si farà l’accesso agli atti. Opposizioni scatenate sulla richiesta da 28 mln

La scuola media Dante Alighieri (foto Fabrizi)

di Chia.Fa.

A Spoleto è scontro per la bocciatura totale rimediata dal Comune al Miur sulla richiesta da 28 milioni per gli adeguamenti sismici in 21 scuole della città, anche se la Dante Alighieri e Prato Fiorito non sono state neanche ammesse al bando, risultando anche al ministero totalmente inagibili e quindi beneficiarie del contributo di ricostruzione post sisma, che al momento però non gli è più riconosciuto. All’Umbria per gli adeguamenti sismici finanziati dal Miur sono arrivati quasi 21 milioni distribuiti a una dozzina di scuole tra Perugia, Terni, Foligno, Città di Castello, Gualdo Cattaneo, Campello sul Clitunno, Arrone e Scheggino, con le ultime due che sono le uniche nel cratere del sisma, mentre a Spoleto non è stato riconosciuto un euro.

Tensione anche in giunta Al caso è stata dedicata la seduta di giunta di venerdì, con il barometro che risulta salito di molto intorno alla pratica gestita dall’assessore ai lavori pubblici Angelo Loretoni, che per ora non commenta il mancato ottenimento delle risorse. Al vaglio della giunta ad alta tensione le cause della sonora bocciatura arrivata da Roma, con il primo piazzamento di una scuola spoletina al 188mo posto. In questo senso, in giunta sarebbe stata tracciata la strada dell’accesso agli atti per tentare di comprendere le motivazioni del flop. Il sindaco Umberto De Augustinis ha già rilevato che «il Miur ha scelto di erogare fondi principalmente fuori dal cratere dal sisma (fanno eccezione Scheggino e Arrone, ndr) e ha anche ritenuto che le scuole di Spoleto versano in buone condizioni e non necessitano di interventi». Ma almeno venti scuole non hanno superato le verifiche di vulnerabilità sismica, mentre altre sei sono state chiuse dopo il terremoto per inagibilità e devono essere ricostruite: tutte hanno il contributo di ricostruzione, ad eccezione di Dante Alighieri e Prato Fiorito che sono state definanziate.

Opposizioni scatenate Dopo il flop al Miur hanno gioco facile le opposizioni. Il Pd parla di «nuovo schiaffo alla città grazie alla giunta leghista», ipotizzando poi che Spoleto potrebbe essere stata penalizzata «dalla richiesta di finanziamenti a pioggia per tutti i plessi scolastici», mentre a loro dire «concentrandosi in cofinanziamenti consistenti si sarebbe potuti essere più efficaci». Sulla stessa lunghezza d’onda anche Spoleto popolare e Alleanza civica, secondo cui il bando «avrebbe dovuto essere gestito in modo più accurato e realistico, invece di richiedere per Spoleto oltre il 30 per cento dei finanziamenti a disposizione dal Miur» che per le quattro regioni terremotate aveva una dotazione di 120 milioni complessivi. Per Maria Elena Bececco e gli altri consiglieri delle due civiche, la graduatoria pubblicata dal Miur è «un altro triste tassello al terribile puzzle di scelte sbagliate del sindaco sulle scuole». All’attacco anche Camilla Laureti e Luigina Renzi di Ora Spoleto che si chiedono cosa «a questo punto intenda fare Umberto De Augustinis e quale strada voglia intraprendere per uscire dallo stallo sulle scuole che stiamo vivendo sulla nostra pelle e in particolare su quella degli studenti della città e di chi opera all’interno delle scuole». La prima preoccupazione resta la ricostruzione della Dante Alighieri e di Prato fiorito rimaste senza contributi di ricostruzione per l’addio al polo scolastico di San Paolo: «Condividiamo le parole dell’assessore Flavoni sull’importanza della Dante per la comunità del centro, ma se si va avanti così la scuola media diventerà solo un monumento da visitare».

@chilodice

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